Un’economia spaziale

Nei prossimi dieci anni vedremo un mondo molto diverso da quello attuale, lo abbiamo ribadito diverse volte oramai. In questa evoluzione una spinta potente verrà dall’industria spaziale, che crediamo sia destinata a decollare.

Quella che una volta era un’industria monopolistica, burocratica e destinata quasi esclusivamente alla ricerca è in corso di completa trasformazione, grazie al calo dei costi dei razzi, dei satelliti, e all’ingresso deciso di società private.

Il costo per lanciare nello spazio un chilogrammo di carico utile sta collassando e ancora di più lo farà nel prossimo futuro. Abbiamo inserito una piccola tabella che mostra le tendenze più recenti.

Fonte: Ark

Giusto per inquadrare la rivoluzione in corso, il razzo Falcon 9 ha già fatto ben 8 rientri e continua ad essere utilizzato!

Oggi i satelliti attivi in orbita attorno alla Terra sono poco più di 1.700 ma, per il prossimo decennio, le aziende hanno già in programma di lanciare oltre 10 volte tale quantità.

Un contributo notevole verrà dai satelliti cosiddetti LEO (Low Earth Orbit), che stazionano a 1.200 km di altitudine, a differenza dei MEO che si posizionano a 20.000 km.

I LEO risolvono un grande problema, in quanto non solo portano il segnale in zone non coperte dalla rete terrestre, ma offrono una bassissima latenza del segnale e consentendo un utilizzo anche per attività critiche, quale la guida autonoma, la chirurgia a distanza, le consegne tramite droni.

Attualmente, solo la metà della popolazione mondiale è connessa a Internet e i tassi di penetrazione stanno rallentando. Una soluzione aerospaziale potrebbe portare online l’altra metà del mondo, con vantaggi inestimabili.

Abbiamo sperimentato – in questo anno di pandemia – quanto sia prioritario disporre di servizi a banda larga per sfruttare tutto ciò che la tecnologia mette a disposizione. Una didattica a distanza per i Paesi in via di Sviluppo, oggi difficilmente raggiunti da internet, sarebbe un catalizzatore di progresso enorme e dagli effetti positivi imprevedibili.

Dal punto di vista economico si ritiene che solo questo mercato della trasmissione via satellite possa valere nel medio termine 100 bln USD, senza contare tutte le ricadute positive oggi non ancora quantificate.

Soffermiamoci per un attimo, allora, sui droni commerciali, su cui il potenziale di applicazione di questa tecnologia potrebbe, ad esempio, far esplodere il ricorso all’ e-commerce nel prossimo decennio.

L’ente americano per la regolamentazione dell’aviazione ha già autorizzato diverse società, tra cui Amazon (che sta lanciando il suo servizio Prime Air) a gestire una vera e propria flotta di droni per le consegne. Il vantaggio va visto nella dimensione costo/tempo, in quanto già oggi le consegne via drone sono concorrenziali, entro determinate distanze, rispetto a quelle via corriere e impiegano una frazione del tempo ordinario. L’evoluzione tecnologica e l’adozione di massa faranno il resto.

Discorso analogo per tutta una serie di altre attività oggi affidate agli uomini, quali ad esempio ispezioni di infrastrutture o campi, per le quali il risparmio in termini di efficienza sarebbe abissale.

Un altro settore che potrebbe essere completamente rivoluzionato, in alcune zone, è quello del food delivery, dove i costi sarebbero una frazione di quelli applicati utilizzando i riders. Gli esperti ritengono che in 10 anni l’home delivery tramite droni potrebbe far raddoppiare il mercato.

E riserviamo due parole anche a quella che sembra la più fantascientifica delle evoluzioni, sintetizzata nell’espressione “l’auto che vola”.

Tecnicamente stiamo parlando di Autonomus E-VTOL, una sigla che sta a indicare un veicolo volante a guida autonoma, decollo verticale e alimentato a batterie.

Qualcosa di simile – per i lettori meno giovani – a quello rappresentato nel cartoon “I pronipoti”, ideato negli anni ’60 dai mitici Hanna e Barbera.

Per quanto possa sembrare azzardato, a Wall Street si stanno già quotando diverse società operanti in questo settore.

È indubbio che questo settore/ sogno sia il risultato della convergenza di tutta una serie di successi tecnologici: batterie sempre meno pesanti e costose; motori elettrici altamente efficienti grazie a processi di stampa 3D e materiali leggerissimi e resistenti a base di grafene; sistemi di guida autonoma gestiti da sensori e satelliti con ampio utilizzo di IoT per stabilire connessioni tra veicoli e infrastrutture, il tutto gestito tramite sistemi di Intelligenza Artificiale.

Il futuro è dietro l’angolo ed è con questa visione che abbiamo dedicato a questi temi e ad altri altrettanto interessanti e affascinanti la linea di gestione Consulia Avantgarde Megatrend, consapevoli che – in un mondo sempre più complesso e con l’innovazione sempre più spinta – sia necessario il contributo di grandi esperti nei vari campi per non perdere opportunità straordinarie che solo pochi riescono a intravedere.

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