Siamo tutti phygital

Quest’anno sarà venerdì 27 novembre quindi il Cyber Monday cadrà il 30 novembre. Fino al 2019 il Black Friday e il Cyber Monday sono state le due date in cui gli acquisti on-line hanno toccato picchi incredibili. Black Friday letteralmente significa “venerdì nero” e, negli Stati Uniti, indica il giorno dopo il Thanksgiving. Non è una festività ufficiale ma, poichè il Giorno del Ringraziamento cade nel quarto giovedì di novembre, le scuole e molte aziende fanno il ponte e il Black Friday, in principio in America e ora ovunque, segna l’inizio della stagione dello shopping natalizio e degli incassi scritti in nero (il rosso indica le perdite).

Quest’anno come andrà?

Una ricerca di PWC dal titolo Global Consumer Insights Survey 2020 attesta la crescita dell’e-commerce a seguito della pandemia da Covid-19 e riferisce che i consumatori che si sono convertiti al digitale stanno continuando a fare acquisti online, anche a lockdown finito. Smart working e e-learning forzati hanno comportato un’accelerazione nell’utilizzo della tecnologia per tutti gli usi.

Anche l’esperienza ludica e l’intrattenimento in genere passano sempre più attraverso piattaforme streaming (Netflix, Prime Video), piattaforme transazionali – in gergo TV on Demand – cioè servizi in cui l’utente paga per ogni singolo contenuto (i-Tunes, Google Play) accessibili a tutti tramite smartphone, tablet, smart TV e box Android, che convertono in smart una normale TV.
Insomma, seppure con qualche comprensibile difficoltà da parte di alcuni, comunque si è avviato un cambiamento culturale profondo nel segno dell’innovazione e anche chi non era iperconnesso lo è diventato.

I modelli di consumo sono stati stravolti a tutti i livelli con l’uso delle tecnologie digitali.

Le aziende, i servizi finanziari, il comparto pubblico e quello privato, organizzazioni sia grandi che piccole hanno rivoluzionato le modalità di interazione con il cliente e ultimamente si sente molto parlare di Phygital. Di cosa si tratta?

Il termine nasce dalla fusione tra Physical (fisico) e Digital (digitale) e designa tutte quelle azioni che brand e aziende mettono in atto per far convivere e per integrare mondo fisico e dimensione digitale. Attività e tecnologie si uniscono in un punto di contatto nuovo che esiste e funziona connesso e non, online e offline, in un’interazione che è il cliente a scegliere, a seconda delle sue esigenze e delle sue preferenze.

Fare la spesa on-line non è certo una novità ma, a Londra, i supermercati Tesco sono arrivati a riprodurre gli scaffali del supermercato sui treni dei pendolari, offrendo la possibilità di mettere nel carrello i prodotti da acquistare attraverso la scansione di un QR Code e effettuando quindi la consegna della spesa a domicilio, all’ora del rientro a casa.

Il colosso Amazon, nato digital, adesso ha conquistato il physical con l’apertura dei Pop-up store e con l’acquisto di Whole Foods (la più grande catena americana di supermercati bio) e sono i clienti a scegliere le modalità di fruizione del servizio.

La stilista americana Rebecca Minkoff, famosa per le t-shirt “I LOVE NY”, nei suoi negozi, utilizza la tecnologia per rendere più coinvolgente l’esperienza del cliente. Nello store si possono scegliere gli articoli da provare utilizzando dei maxi touchscreen posizionati in tutto il negozio. Un messaggio sul telefono comunica il numero del camerino di prova, dove il cliente trova tutti i capi e gli accessori richiesti. Ogni camerino, poi, ha uno schermo per avere taglia o colore diversi, senza dover cercare da soli o chiedere a un commesso e per vedersi mentre si indossa il capo, inquadrati da tutte le prospettive.

I marchi che consentono di acquistare on-line e ritirare in negozio sono sempre di più ma funziona anche il contrario ossia vedere e misurare nello store per poi acquistare on-line. In effetti siamo già tutti phygital: pensate a quante volte facciamo un passaggio on-line prima di effettuare un acquisto in negozio oppure verifichiamo la disponibilità di un prodotto nei diversi punti vendita o la qualità di un ristorante prima di muoverci da casa. È quindi evidente che migliorare la cosiddetta esperienza d’uso online e in-store equivale a trasformare un potenziale acquirente in cliente.

Non si tratta semplicemente di affiancare un canale di e-commerce al negozio fisico bensì di miscelare sinergie di marketing che conquistino il cliente rendendo unica e personalizzata l’esperienza di acquisto. L’interrelazione tra fisico e virtuale offre modelli di interazione semplici e accattivanti per il cliente ma alla base lavorano complesse reti wireless e poi cloud, intelligenza artificiale, attività avanzate di proximity marketing (marketing di prossimità) e di analisi della clientela attraverso i big data.

Ormai ogni giorno è Cyber Monday.

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