Shakespeare e la luna

Nel 1962 il Presidente J.F. Kennedy in un discorso davanti a 40.000 persone all’Università di Houston, parlava in questi termini : “Non c’è ancora alcuna lotta, alcun pregiudizio, alcun conflitto nazionale nello spazio. Scegliamo di andare sulla Luna! Scegliamo di andare sulla Luna in questo decennio, e di fare le altre cose, non perché sono facili, ma perché sono difficili; perché quell’obiettivo servirà ad organizzare e misurare il meglio delle nostre energie e abilità.”

Dopo soli 5 anni Apollo 11 fu la missione spaziale che portò effettivamente i primi uomini sulla Luna, gli astronauti statunitensi Neil Armstrong e Buzz Aldrin, il 20 luglio 1969, esattamente 50 anni fa.

Lanciata da un razzo Saturn V dal Kennedy Space Center, il 16 luglio, Apollo 11 fu la quinta missione con equipaggio del programma Apollo della NASA, l’agenzia spaziale civile americana.

Le immagini dell’allunaggio fanno parte indelebilmente della storia dell’uomo.

Qualche mese fa, proprio su queste pagine, notavamo che gli Stati si stanno progressivamente allontanando da molti settori di intervento economico e sociale, lasciando uno spazio crescente ai privati.

Questo perché l’iniziativa privata sembra essere più produttiva ed economica in molti settori, dove il concetto di Stato viene spesso associato a quello di spreco.

Difesa, sanità, trasporti, sono oramai settori a crescente iniziativa privata.

Quello che non si è chiaramente percepito è che anche lo Spazio sta diventando un settore a grande rilevanza per l’industria privata, soprattutto negli USA.

Morgan Stanley ha stimato che lo Spazio, fra esplorazione, turismo e altre attività, potrebbe generare ricavi complessivi per 1.100 miliardi di dollari nel 2040, a fronte dei 350 miliardi attuali.

Due sono i protagonisti della nuova corsa allo spazio americana: Elon Musk (padre padrone di Space X, Tesla, Hyperloop) e Jeff Bezos (fondatore di Amazon), ovvero due tra gli uomini più visionari e ricchi del pianeta.

Sabato 28 settembre 2019, nel complesso di Boca Chica, in Texas, Elon Musk ha presentato alla stampa il prototipo della Starship, il veicolo a due stadi – una sorta di gigantesco Space Shuttle montato sopra un Big Falcon Rocket – che nei piani di SpaceX dovrebbe porre le basi per un ritorno sulla Luna e per le prime colonie marziane.

La nave spaziale in acciaio lucido che sembra uscita da un film anni ‘60 è l’evoluzione della Starhopper, che ha di recente superato a pieni voti i suoi primi test di volo: alta 50 metri e con una base di 9 metri di diametro, adatta a portare in orbita 150 tonnellate di materiale, sarà in grado di rientrare a terra con precisione millimetrica e di essere riutilizzata. La vera sfida di Musk è stata infatti quella di creare razzi e motori riutilizzabili, in grado di far risparmiare cifre enormi, portandole a una frazione di quello che sono i costi attuali.

A Musk piace dire che lo spreco nei razzi è simile a quello che si avrebbe buttando via un Boeing 747 dopo un solo viaggio. Non so quanto sia preciso come conteggio, ma rende bene l’idea.

Jeff Bazos è invece coinvolto in Blue Origin. Dieci anni fa si giudicava Blue Origin, la società creata per portare nello spazio e sulla Luna i turisti, poco più che un passatempo per il suo miliardario fondatore. Oggi la compagnia conta invece oltre 2 mila dipendenti, collabora strettamente con la Nasa, grazie anche al generoso contributo di Bezos, che fornisce ben un miliardo di dollari di finanziamenti all’anno (nulla rispetto ai costi del suo divorzio, peraltro).

Nonostante l’impegno economico profuso da Bezos, Musk resta per ora in vantaggio, ma la capacità finanziaria di Bezos potrebbe assicurargli presto il sorpasso tecnologico.

Insomma, la nuova corsa allo spazio passa dai privati e farà quindi anch’essa parte di uno dei megatrend che noi di Banca Consulia abbiamo identificato da anni.

Per investire sui megatrend legati alle dinamiche sociali, tecnologiche e demografiche, in Banca Consulia mettiamo a disposizione dei nostri Clienti sia prodotti collettivi realizzati da primari asset manager internazionali, sia soluzioni appositamente studiate da noi e realizzate sotto forma di Fondi Interni collegati a Polizze Multiramo di Eurovita Assicurazioni.

Perché, come scriveva Shakespeare: “Folle è l’uomo che parla alla luna. Stolto chi non le presta ascolto.”

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