Questione di cavalleria

“Sento che è tempo di dare alla mia vita una nuova direzione. Mia moglie e io abbiamo convenuto che per i prossimi anni le sue ambizioni professionali debbano avere la priorità”.

Rubin Ritter (che in tedesco significa Cavaliere), mega manager del colosso delle vendite on-line Zalando, con la nascita imminente del secondo figlio ha annunciato che si ritirerà dal lavoro per dedicarsi alla famiglia e consentire alla moglie di proseguire nella carriera lavorativa. Un pensierino in questo senso probabilmente lo avrebbe fatto chiunque altro avesse incassato, come lui, circa 40 milioni di euro, ad ogni modo la sua scelta ha fatto il giro del mondo e ha riaperto il dibattito sulla parità di genere.

Goal numero 5 dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, la piena uguaglianza tra i generi è un obiettivo ancora lontano dall’essere raggiunto. I progressi sui diritti delle donne qualificano il grado di civiltà raggiunto dalle politiche sociali ed economiche dei Paesi ma ovunque si procede a rilento.

Una accelerazione rilevante potrebbe però arrivare grazie alla proposta del Nasdaq di escludere dal listino le aziende che non contino almeno una donna nel consiglio di amministrazione. Alla Sec (Securities and Exchange Commission) che è l’ente federale statunitense preposto alla vigilanza della borsa valori, infatti, è stata presentata la richiesta di includere valutazioni sulla composizione dei consigli di amministrazione come discriminante per decidere la permanenza sul listino di un’azienda. Diversi studi attestano che consigli di amministrazione misti producono migliori risultati finanziari ma i dati non hanno sortito effetti rilevanti in questa direzione e potere decisionale e ruoli di responsabilità sono nella gran parte dei casi attribuiti a uomini, anche nei Paesi dove per legge non dovrebbero esistere differenze tra i sessi.

La scelta del Nasdaq potrebbe però avere un impatto importante, dato che sul listino sono quotate più di tremila aziende con una capitalizzazione complessiva di oltre 10mila miliardi di dollari e alcune potrebbero essere costrette ad abbandonare il listino se non intervenissero subito a diversificare i loro CdA. Una indagine svolta negli ultimi sei mesi ha evidenziato che più dei tre quarti delle società quotate non hanno consigli di amministrazione in grado di soddisfare i requisiti di diversità e raramente includono donne e minoranze.

Se la Sec approverà la richiesta del Nasdaq, a quel punto le società saranno obbligate a comunicare nel dettaglio la composizione dei loro consigli di amministrazione e il rispetto della salvaguardia delle diverse rappresentanze, entro un anno. Nel frattempo, il Presidente Joe Biden è pronto ad insediarsi con una squadra estremamente inclusiva che ha fatto della diversità una delle priorità da perseguire con decreti presidenziali già nei primi cento giorni e ha nominato donne nei posti chiave della sua amministrazione, a cominciare dal Tesoro assegnato a Jenet Yellen.

Le donne hanno dimostrato di saper gestire bene anche situazioni estreme. Uno studio ha evidenziato che i paesi guidati da donne hanno affrontato meglio la pandemia da Covid-19. Le leader mondiali donne hanno gestito la pandemia di coronavirus in modo più efficace rispetto alle loro controparti maschili. Dall’esame di 194 paesi, i ricercatori hanno rilevato che in quelli guidati da donne le misure di isolamento sono state adottate con maggiore tempestività e si è registrata in media la metà dei decessi rispetto ai paesi guidati da capi di stato uomini.

Insomma, non è questione di cavalleria, per citare un nostro articolo: “Equality can’t wait” (Cfr. What’s Up n. 22 2019)

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