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Biotech: innovazione medica e tecnologica in un unico investimento

Perché un risparmiatore dovrebbe scommettere sul settore Biotech oggi?

Il settore biotech è uno dei settori che riteniamo tra i più interessanti in ambito azionario. La biotecnologia moderna, nata ufficialmente solo nel 2000 grazie alla mappatura completa del genoma umano, viene sfruttata soprattutto in campo medico dove le procedure biotech vengono usate a supporto di studi clinici. I progressi nella sperimentazione hanno spesso portato alla scoperta di terapie rivoluzionarie per la cura di malattie di solito rare o che non hanno cure adeguate. Il settore biotech è il settore a più alto livello di innovazione a livello globale, perfetto connubio tra progresso tecnologico e medico. Grazie a queste società molte malattie definite incurabili oggi non lo sono più e, considerando gli elevati investimenti in ricerca che caratterizzano il settore, questo processo diventerà sempre più concreto in futuro.

Spesa per ricerca e sviluppo

Il settore biotech, investendo in media il 25% del suo fatturato in ricerca e sviluppo, è il settore a più alta intensità di R&D, spendendo più del doppio rispetto all’industria farmaceutica tradizionale e addirittura 5 volte l’intero S&P500. Grazie a questi importanti investimenti le società biotech, stanno sviluppando nel complesso più di 7000 potenziali nuovi farmaci, molte malattie definite incurabili oggi non lo sono più e, considerando gli elevati investimenti in ricerca che caratterizzano il settore, questo processo diventerà sempre più concreto in futuro.

Trend strutturali di crescita ed evoluzione degli utili

Le aziende di questo settore mostrano una crescita di utili del 20-30% all’anno che sarà confermata anche nei prossimi anni visti i trend strutturali di crescita che caratterizzano il settore.

Il settore è supportato infatti da trend definiti secolari come: l’invecchiamento della popolazione, quindi l’aumento della spesa sanitaria e il tema degli M&A. Ci si aspetta un’accelerazione pronunciata delle attività di fusione e acquisizione nel comparto biotech grazie anche alla riforma del sistema fiscale statunitense che prevede aliquote tributarie più basse ma soprattutto agevolazioni per il rimpatrio della liquidità detenuta al di fuori degli Stati Uniti.

Il settore ha registrato una performance del 15.5% in USD all’anno negli ultimi 10 anni e su un orizzonte temporale di 5 anni la performance è stata del +13% all’anno (USD), di poco inferiore alla crescita degli utili.

Valutazioni borsistiche

In termini di valutazione è consigliabile valutare il settore utilizzando il rapporto tra il prezzo e gli utili delle sole società che li generano (chiamato “positive P/E”). In questi termini, il settore tratta ad un multiplo di ca. 17x contro le 21x dell’S&P500 e le 19x del settore farmaceutico americano tradizionale. Gli investitori, in questo momento, stanno pagando il 20% in meno un settore caratterizzato da una crescita doppia rispetto al mercato tradizionale e che, quindi, è sempre stato a premio di circa un 50% rispetto all’S&P500.
La performance di settore, nei prossimi anni, verrà guidata dalla somma di due effetti: una crescita di utili che ci aspettiamo in linea con quella registrata nel passato e un ritorno dei multipli alle medie storiche (re-rating).

Dove il settore promette di ottenere le migliori performance?

All’interno del settore privilegiamo le aree che incorporano un maggior potenziale di crescita: le società a piccola-media capitalizzazione. Il consenso di mercato si aspetta una crescita annua di utili per questo comparto di un +70-80% contro una crescita attesa del 15-20% per le società a grande capitalizzazione. L’innovazione è il motore principale del settore e i “pure-player” nel campo della ricerca sono proprio le mid-small caps, è per questo motivo che il nostro fondo ha deciso di puntare su questo segmento con un approccio non convenzionale di equi-peso.

Dal punto di vista geografico il settore trova la sua migliore espressione negli Stati Uniti dove convivono la facilità di accesso al mercato del capitale e un contesto regolamentare, politico e culturale favorevole all’innovazione e alla ricerca.

Le società biotech più interessanti

Prima di focalizzarci sulle società biotech più interessanti vorremmo concentrarci sulle aree di sperimentazione più promettenti. Con circa 7000 farmaci in sperimentazione a livello globale, il settore dove ci sono più studi è sicuramente quello dell’oncologia con più di 830 candidati. Il 73% di questi candidati potrebbe essere un potenziale “first-in-class”, cioè farmaci che utilizzano meccanismi nuovi e unici, mai usati prima in medicina. In questo segmento segnaliamo la società Array BioPharma attiva nella cura del cancro al colon-retto e del melanoma. Array ha due dei suoi farmaci più importanti in Fase III (fase più avanzata) e vicini ad una probabile approvazione. Il 2018 per loro potrebbe essere l’anno della svolta visti i numerosi catalysts: a giugno 2018 ci sarà la decisione da parte dell’FDA sul loro preparto per il melanoma, e sempre nella seconda metà dell’anno annunceranno nuovi dati clinici per il cancro al colon-retto al congresso dell’ESMO (European Society for Medical Oncology).

Altro segmento importante è quello delle malattie rare, patologie che colpiscono massimo 200.000 persone, e che spesso sono orfane: non hanno nessun farmaco approvato per la cura della malattia. La gravità della condizione del paziente unita a ritorni potenziali maggiori in caso di approvazione rendono questo segmento particolarmente interessante. Segnaliamo Spark Theraputiscs, la prima società ad essersi vista approvata una terapia genica (si tratta dell’inserimento di DNA nelle cellule “malate” per curare malattie genetiche). Questa terapia è stata studiata per la cura di una malattia ereditaria alla retina, malattia orfana prima dell’approvazione. Il trattamento in gergo è definito “one and done”: il paziente viene, quindi, guarito con una singola iniezione intraoculare. A fine gennaio la società ha firmato un accordo di commercializzazione in Europa con Novartis, segnale di un forte interesse per la terapia genica di Spark.

 

Stefano Reali
Executive Member – Fund Manager
Pharus Management SA
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