Perseverance

Stacchiamoci per un attimo dalla cruda e ossessiva narrazione della pandemia e proviamo ad alzare lo sguardo al cielo, come facevamo spesso da ragazzini.

Perseverance è il nome della sonda spaziale della Nasa che è appena atterrata su Marte per studiarne le possibilità abitative per l’uomo e ricercare forme di vita, attuali o passate. Un nome scelto da uno studente delle scuole medie della Virginia, vincitore, tra oltre 28.000 partecipanti, del contest promosso dalla Nasa.

Perseverance è un nome bello e impegnativo, che rende bene l’idea della forza e della costanza necessarie per portare a termine progetti, non solo al limite della nostra immaginazione, ma che vanno anche a creare una sorta di patto intergenerazionale. Come quello tra tecnici e ingegneri, giovani donne e uomini dai capelli bianchi, che hanno condiviso un sogno che è solo l’inizio di un lungo viaggio e che è anche parte di una rivoluzione ancora più grande, che potremo definire l’economia dello spazio.

 

Abbandoniamo allora per un attimo i sogni di vita su Marte, abbassiamo lo sguardo e volgiamolo a uno dei problemi più concreti, reale ma invisibile, legato alla digitalizzazione delle nostre vite.

Immaginate per un attimo un mondo in cui tutte le comunicazioni elettroniche siano hackerabili o falsificabili. Un mondo in cui tutti i database criptati di informazioni siano decifrabili e completamente accessibili. Transazioni finanziarie, registri dei messaggi, dati di sicurezza nazionale, tutto alla luce del sole. Ora chiedetevi: “Siamo già in quel mondo in questo momento?”.

Non vogliamo essere allarmisti, ma intendiamo aumentare la consapevolezza su ciò che è potenzialmente la “disruption di tutte le disruptions” e cioè la comunicazione quantistica.

Abbiamo cominciato a parlarne nello scorso numero della nostra newsletter.

Dobbiamo tenere presente che, in questo preciso momento, siamo praticamente pronti ad una grande innovazione delle comunicazioni globali e della crittografia basata sui principi della fisica quantistica, grazie alla quale l’informazione viene trasmessa non inviando stringhe di 1 e 0 bensì inviando singole particelle di luce, i fotoni.

Trasferendo informazioni attraverso fotoni chiamati “entangled”, saremo in grado di inviare dati su enormi distanze, istantaneamente e, soprattutto, in totale privacy.

Ora, mentre potrebbe volerci ben oltre un decennio prima che l’internet quantistico inizi a essere commercializzato su larga scala, questa nuova corsa scientifica è già iniziata, senza proclami, ma, fuor di metafora, alla velocità della luce.

Ora, ciò che molti investitori potrebbero non apprezzare appieno è come l’economia spaziale in rapida crescita sia fondamentale per lo sviluppo della comunicazione quantistica, e non solo.

I satelliti sono stati a lungo fondamentali per il funzionamento dei sistemi critici sulla Terra: dall’accurata navigazione GPS, alle comunicazioni televisive e telefoniche, fino alla calibrazione degli orologi atomici che proteggono il denaro nel nostro conto bancario, ma i satelliti sarebbero anche il modo migliore per ottenere la comunicazione quantistica globale su distanze molto più lunghe, una maggiore copertura e configurabilità e sicurezza rispetto alle reti terrestri.

Aggiungiamo a questo la crescita esponenziale dei dati in un “cloud computazionale globale” in continua espansione e potremo meglio comprendere come il ruolo dell’economia spaziale diventerà fondamentale.

Questi progressi sono stati resi possibili dal calo dei costi di lancio dei razzi riutilizzabili, combinato con l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico.

Queste innovazioni stanno riducendo drasticamente i costi di accesso allo spazio, migliorando al contempo l’efficacia dell’infrastruttura spaziale di svariati ordini di grandezza.

Quindi, d’ora in poi, dovremo guardare allo spazio come a qualcosa di sempre più esistenziale e la sicurezza dei dati è solo una parte degli ambiti di evoluzione.

Se vorrete la vostra auto volante, tra qualche anno, vi affiderete a una costellazione di migliaia di satelliti in orbita terrestre bassa che vi guideranno in sicurezza a destinazione e Google Maps non servirà più.
Se vorrete andare da continente a continente in 45 minuti, dovrete lasciare l’atmosfera terrestre per raggiungere velocità di Mach 10 o anche superiore per la maggior parte di quel viaggio.

E se vorremo davvero affrontare il cambiamento climatico, allora dovremo sfruttare una serie di sofisticate tecnologie di osservazione della Terra basate sullo spazio, per misurare la natura empiricamente e in tempo reale.

Se vorremo rifornirci in maniera massiccia e sicura di terre rare, sempre più fondamentali per ogni nuova forma tecnologia, dovremo andare ad estrarle sugli asteroidi.

Oggi l’economia dello spazio è valutata “solo” 250 bln USD, ma si stima che crescerà in maniera esponenziale nel prossimo ventennio, per un valore di quasi 200.000 bln.

Nelle prossime pagine affronteremo alcuni di questi temi nella rubrica “Megatrend”.

Dimenticavo, nella classifica per la scelta del nome della macchina marziana chiamata ‘Perseverance, pare che ‘resilienza’ sia stato il meno votato.

Chissà cosa ci stanno dicendo i giovani…

 

Paolo D’Alfonso
Co-head della Direzione Wealth Management

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