L’orto intelligente

L’aumento della popolazione mondiale pone necessariamente il problema di far fronte al bisogno primario di nutrirsi; nei prossimi due decenni, serviranno crescenti quantità di cibo, tali da soddisfare le esigenze di dieci miliardi di persone. A livello globale, ci sono ancora diverse fasce di popolazione che non hanno cibo sufficiente e un’alimentazione nutrizionalmente adeguata. Garantire l’accesso al cibo per tutti è quindi una necessità urgente.

Le sfide da vincere per far fronte a questa esigenza sono molteplici; vediamone alcune.

  • I cambiamenti climatici: gli eventi estremi stanno avendo un impatto sulla produzione di cibo in diverse parti del mondo. Le siccità, le inondazioni, gli uragani distruggono le colture e compromettono la produzione di cibo.
  • Il degrado del suolo: l’utilizzo intensivo del suolo per la produzione di cibo causa l’impoverimento dei macronutrienti, rendendo più difficile coltivare piante in futuro.
  • Le recenti vicende collegate alla guerra in Ucraina, quali le difficoltà nell’invio del grano dai porti e l’esplosione dei costi dei fertilizzanti stanno portando i prezzi di molti generi alimentari su livelli insostenibili per molte fasce deboli della popolazione.
  • La sostenibilità: è importante trovare modi per produrre cibo in modo sostenibile, che non danneggi l’ambiente o le risorse naturali (ad esempio gli allevamenti animali) e aiuti a ridurre le emissioni che provocano poi gli eventi metereologici estremi di cui sopra.

Le misure da adottare comprendono la riduzione degli sprechi alimentari, il miglioramento delle tecniche di coltivazione, la riduzione del consumo di talune proteine animali, l’utilizzo di pratiche agricole sostenibili, l’incremento dello smart food e lo sviluppo di tecnologie evolute per la produzione di cibo.
In tema di nuove tecnologie di coltivazione e produzione del cibo, va riservata un’attenzione particolare al vertical farming.

Il vertical farming è una metodologia di coltivazione che utilizza tecniche di coltivazione idroponica e impianti di illuminazione artificiale per coltivare le piante fuori suolo in modo intensivo, in ambienti controllati con sviluppo verticale in specifici edifici o strutture al chiuso. In questo modo, è possibile coltivare senza dipendere dalle condizioni climatiche esterne e ottenere una produzione di alta qualità attraverso metodi molto più efficienti e sostenibili rispetto a quelli tradizionali. Il vertical farming può essere utilizzato per coltivare ortaggi, erbe, fiori ed anche per la coltivazione di alberi da frutto e piante ornamentali.

I vantaggi sono notevoli:

  • Produzione di cibo più efficiente: il vertical farming consente di ottenere una produzione di piante di alta qualità in modo più efficiente, poiché le piante vengono coltivate in ambienti controllati con una maggiore precisione rispetto ai metodi di coltivazione tradizionali.
  • Utilizzo efficiente degli spazi: il vertical farming permette di utilizzare gli spazi in modo più efficiente, poiché le piante vengono coltivate in più strati su più piani, invece che su un’area di terra più ampia.
  • Maggiore resilienza alle condizioni climatiche: il vertical farming non dipende dalle condizioni climatiche esterne, il che significa che è meno vulnerabile agli eventi meteorologici estremi come le siccità o gli uragani.
  • Produzione di cibo a livello locale: il vertical farming può essere utilizzato per produrre cibo locale in aree dove il suolo è scarsamente produttivo o non disponibile.
  • Riduzione dell’impatto ambientale: il vertical farming può aiutare a ridurre l’impatto ambientale poiché utilizza meno acqua e fertilizzanti rispetto ai metodi di coltivazione tradizionali, e non richiede l’utilizzo di pesticidi o erbicidi.

Questa evoluzione ad alta tecnologia delle tradizionali serre ha il potenziale per contribuire a ridurre l’impatto ambientale della produzione di cibo ma, come qualsiasi altra attività, potrebbe anche causare alcuni problemi ambientali:
se non vengono usate fonti rinnovabili di energia per alimentare le luci artificiali e i sistemi di controllo dell’ambiente, ad esempio, potrebbero aumentare le emissioni di gas serra. Inoltre, il rifiuto organico generato durante il processo di coltivazione, se non gestito correttamente, potrebbe incidere negativamente a livello ambientale.

Il vertical farming, quindi, va gestito in modo responsabile, utilizzando pratiche sostenibili e tecnologie a basso impatto ambientale.
Il mercato è in rapida espansione ed è stato valutato pari a 3,47 miliardi di dollari nel 2021 ma, poiché molti progetti su larga scala sono in via di realizzazione in tutto il mondo, si prevede che supererà i 20 miliardi di dollari entro il 2026 (fonte Global Market Insights).
Gli Stati Uniti, ad esempio, hanno recentemente incluso l’agricoltura verticale nella politica agricola federale, dedicando 2 milioni di dollari per lo “sviluppo dell’agricoltura urbana, interna e di altre forme emergenti di agricoltura”.

Il caso più interessante è rappresentato dai paesi del Golfo Persico. La società di consulenza Strategy stima infatti che i sei paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo – Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti – importino circa l’85% del loro cibo, incluso il 93% di cereali, il 62% di carne e il 56% di verdure.

Questi paesi, che in passato hanno anche investito in terreni agricoli all’estero nel tentativo di garantire il loro approvvigionamento alimentare, di fatto riescono a non scendere in maniera preoccupante nell’indice di sicurezza alimentare globale solo grazie alla loro ricchezza.

A Dubai, proprio ad inizio di quest’anno, è stata aperta la più grande fattoria idroponica verticale del mondo, su un enorme sito vicino all’aeroporto internazionale di Al-Maktoum.
Distribuito su 30 mila metri quadrati, l’impianto può produrre oltre 1 milione di chilogrammi all’anno di verdure a foglia verde, utilizzando il 95% in meno di acqua rispetto all’agricoltura convenzionale.
Le piante coltivate nella struttura indoor includono lattuga, spinaci e rucola. Alcune di loro arriveranno sugli scaffali dei supermercati vicini con il marchio Bustanic, ma gran parte dei prodotti sarà utilizzata da Emirates e da altre compagnie aeree per il loro catering in volo.

L’Italia non sta a guardare: nel 2021 a Cavenago di Brianza è stato realizzato da Planet Farms quella che probabilmente è la vertical farming più grande d’Europa (10.000 metri quadrati di estensione).
Il progetto è unico anche perché, grazie a tecnologie avanzatissime, il processo di coltivazione è completamente automatizzato in ogni sua fase: partendo da un seme si ottiene un sacchetto di insalata che viene caricato sui camion senza che intervenga alcun operatore in carne ed ossa.

A proposito di persone, Mahatma Gandhi sosteneva che dimenticare come zappare la terra e curare il terreno significa dimenticare sé stessi: vale sempre, cambiano solo le modalità e oggi auspichiamo un mondo senza fame grazie alla tecnologia.

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