Non voglio mica la Luna!

Oltre 100 chilometri sopra il livello del mare: è questa la distanza da coprire affinchè un viaggio sia spaziale. 52 anni dopo il primo allunaggio di Apollo 11, esattamente nello stesso giorno del 1969 e cioè il 20 luglio, Jeff Bezos l’ha coperta personalmente a bordo di New Shepard, il razzo della sua azienda Blue Origin. Richard Branson con la sua Virgin Galactic, pochi giorni prima, c’era andato vicino con uno scenografico volo sub-orbitale su Spaceship 2, arrivando, insieme ad altre sette persone, a un passo (si fa per dire) dalla Linea di Kàrmàn.

Quello che viene considerato il confine tra Terra e spazio prende il nome da Theodore von Kármán che, nel 1957, individuò il punto in cui l’atmosfera diventa troppo sottile per consentire operazioni aeronautiche, calcolandolo a 83.8 chilometri sul livello del mare. In seguito, dati relativi alla mesosfera e all’omosfera e la consuetudine hanno condotto convenzionalmente a considerare la Linea Karman come posta a 100 chilometri di distanza dalla superficie terrestre.

Il viaggio del fondatore di Amazon, quindi, è stato senza dubbio spaziale e, anche se per soli quattro minuti, sul New Shepard è stata sperimentata l’assenza di gravità. Non male per un equipaggio non di astronauti. Bezos, infatti, si è imbarcato insieme al fratello e a due altri passeggeri (pare paganti): un baldo diciottenne olandese e una tenace signora ottantaduenne che da ragazza aveva partecipato al programma della Nasa per portare in orbita la prima donna astronauta, evidentemente troppo presto per riuscirci senza essere fermata da pregiudizi. L’astronauta più giovane e quella più anziana della storia hanno visto la sfericità della Terra mentre si apriva la querelle per definire se fosse stato spaziale anche il viaggio di Branson (anticipato in tutta fretta proprio per precedere quello di Bezos), che ha toccato la distanza di 89.9 chilometri dalla Terra, che negli Stati Uniti viene accettata come confine (in effetti non si tratta di una linea di demarcazione netta e a loro, convenzionalmente, bastano 80 chilometri di distanza dalla superficie terrestre).
Rivalità da ricchi visionari a parte, passeggeri paganti avevano potuto sperimentare viaggi simili già in passato, ad esempio sulle Soyuz russe, verso la Stazione Spaziale Internazionale, ora però la novità è che questi viaggi siano stati effettuati su veicoli privati e che a rilanciare il mercato spaziale e la corsa oltre l’atmosfera terrestre sia l’iniziativa di aziende non statali.
Se Branson vuole portarci a fare viaggi andata-e-ritorno sulla Luna per business pare che Bezos, invece, pensi di farci proprio vivere gran parte dell’umanità dopo che le risorse naturali del nostro pianeta saranno esaurite. È impegnato nella costruzione di New Glenn, un missile ancora più potente, per nuove avventure orbitali e ha chiamato Blue Origin la sua società, perché convinto che l’uomo dovrà adattarsi a vivere un po’ distante dalla Terra, il “pianeta blu” delle sue origini, tornandoci solo ogni tanto per visitarla. Dello stesso parere anche Elon Musk che ha in programma di esplorare il Pianeta Rosso, cioè Marte, entro il 2026 certo che: “Per la prima volta in oltre quattro miliardi e mezzo di anni sia possibile espandere la vita al di là della Terra”.
Anche in Europa si parla di turismo spaziale e pare che Grottaglie sia candidata a diventare una base Virgin.
Si apre quindi la via verso nuove mete turistiche e, se interessati, è già attiva la prevendita per viaggiare a fine anno con la Space X proprio di Elon Musk. Un’idea spaziale per le vacanze. Noi, nel frattempo, siamo già pronti ad investire nei Megatrend che in tempi relativamente brevi rappresenteranno la nuova normalità e proprio per questo offrono già ora opportunità straordinarie da cogliere…al volo.

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