Natixis

Aumenta lo slancio sul Mercato dei Green Bond

Sebbene il mercato dei Green Bond costituisca ancora solo una piccola fetta dei 100 trilioni di dollari che rappresentano il mercato obbligazionario globale, tale asset class, nata meno di 10 anni fa, sta attraendo ondate di nuovi investimenti.
In questa intervista, l’esperto di Green Bond Christopher Wigley, portfolio manager presso Mirova, società del gruppo Natixis Global Asset Mangement dedicata agli investimenti responsabili, spiega il motivo per cui sempre più aziende e governi stiano cominciando a pensare «verde», quali sono le aree di potenziale sviluppo e cosa rende un Green Bond davvero «green».

In primo luogo, qual è la differenza tra un’obbligazione e un Green Bond?

Un Green Bond è strutturato analogamente ad un prestito obbligazionario tradizionale. Viene scambiato in base ad un differenziale di rendimento tra titoli di stato, e presenta la medesima liquidità. Ciò che differenzia un Green Bond è l’utilizzo dei proventi dell’emissione per finanziare progetti ambientali – progetti di efficientamento energetico, sviluppo di energie rinnovabili e gestione delle risorse idriche. Inoltre, presenta caratteristiche ulteriori attinenti alla rendicontazione, solitamente annuale, degli impatti di tali progetti. Quindi, complessivamente, i Green Bond hanno un duplice impatto: finanziario e ambientale.

Cosa ha determinato la notevole crescita del 2016?

Ritengo che l’accordo di Parigi sul clima abbia notevolmente contribuito alla forte crescita dei Green Bond nel 2016. Oltre 100 paesi, tra cui i tre maggiori produttori di gas serra – Cina, Stati Uniti e India – si sono impegnati a mantenere il riscaldamento globale entro i 2 gradi centigradi. Pertanto, i governi hanno assunto un importante impegno politico. L’Unione Europea si è impegnata a ridurre le emissioni di CO2 di almeno il 40% entro il 2030, mentre gli Stati Uniti hanno fissato l’obiettivo di una riduzione del 26%-28% entro il 2025. Ovviamente, per il momento si tratta solo di proclami. Tuttavia le ambizioni su cui questi si fondano sono oggi riconosciute come necessarie e sono pienamente accettate da tutti – collettività, governi e imprese.

Dove individuare le maggiori aree di potenziale sviluppo per il futuro?

Stiamo attraversando una fase importante, in cui le imprese si stanno attivando per diventare maggiormente sostenibili. Apple, prima azienda per capitalizzazione al mondo, ha fatto notizia quando ha emesso nel 2016 un Green Bond da 1,5 miliardi di dollari. Si tratta di un’emissione da record per una società statunitense. I fondi raccolti con il prestito obbligazionario vengono utilizzati per finanziare cinque obiettivi sostenibili. Ad esempio, per finanziare energie rinnovabili, efficientamento energetico e sostenibilità idrica presso gli stabilimenti aziendali, oltre che per ricerche su materiali sostenibili e riciclaggio dei telefoni.
Ritengo che l’attenzione prestata a questa fase di transizione energetica possa considerarsi razionale in un mondo societario in rapido movimento, in cui l’incapacità ad adattarsi a nuovi paradigmi può provocare un declino aziendale sorprendentemente rapido. Sebbene i Green Bond siano stati finora tendenzialmente utilizzati per progetti di efficientamento energetico e nel settore dei trasporti, sono sempre più oggetto di piani di adattamento ai cambiamenti climatici.

Qual è il ruolo degli Stati Uniti rispetto al resto del mondo per quanto riguarda il mercato dei Green Bond?

Il fattore più importante da considerare è che i Green Bond vengono emessi principalmente in USD. Parliamo di circa il 40%2. Pertanto, gli Stati Uniti costituiscono una parte molto importante di questo mercato globale – e ritengo che attualmente offrano il potenziale maggiore. Il potenziale per le imprese statunitensi rappresentato dall’emissione di Green Bond (vedi Apple) è enorme. Anche i mercati emergenti stanno cominciando a pensare “verde”. Le banche cinesi hanno emesso obbligazioni sia in Renminbi cinese che in dollari statunitensi. Nel frattempo, stanno cominciando a confluire emissioni indiane sul mercato. In Messico, si è tenuta lo scorso marzo una conferenza sui Green Bond alla quale ha partecipato un numero inaspettatamente elevato di investitori e imprese. In Brasile, l’autorità bancaria nazionale ha formulato linee guida sull’emissione di Green Bond del settore corporate.

Come possono gli investitori sapere se un obbligazione è davvero «green»?

Attualmente, un Green Bond deve soddisfare quattro parametri: l’impiego dei proventi, il processo di valutazione e selezione dei progetti, la gestione dei proventi e la rendicontazione. In generale, la mancanza di trasparenza in capo all’emittente può portare all’esclusione dello stesso dall’universo di investimento

1 Mirova, una filiale di Natixis Asset Management, S.A., opera negli Stati Uniti tramite Natixis Asset Management U.S., LLC.
2 Fonte: Mirova e Natixis Asset Management, dicembre 2016

Il presente materiale è fornito solo a scopo informativo e non deve essere interpretato come una consulenza in materia di investimenti o come una raccomandazione ad acquistare o vendere, o come un’offerta di, qualsiasi titolo menzionato nello stesso.
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