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L’ascesa degli investimenti alternativi:
ciò che gli investitori dovrebbero sapere

Agli occhi di molti investitori, gli investimenti alternativi, che comprendono spesso fondi di private equity, hedge fund, managed futures, investimenti immobiliari, materie prime e derivati, sono ancora un’asset class in evoluzione. Il ricorso agli strumenti alternativi nella costruzione del portafoglio sta comunque aumentando e questa tendenza dovrebbe fare riflettere i consulenti finanziari e i gestori di patrimoni, anche in Italia.

Nell’attuale contesto di bassi rendimenti, forse non è sorprendente che gli investitori italiani ed europei sembrino allontanarsi dagli investimenti tradizionali, per esempio dalle obbligazioni, per avvicinarsi alle strategie alternative. Questa transizione viene evidenziata nell’ultimo Barometro dei Portafogli Italiani elaborato da Natixis Investment Managers. Il Barometro riporta i risultati delle analisi sui portafogli modello reali sottoposti al team Portfolio Research & Consulting Group di Natixis, da parte di consultenti fnanziari, banche private e gestori.

Il grafico seguente, tratto dal Barometro, indica che a livello europeo, negli ultimi tre anni, in generale gli investitori hanno ridotto l’esposizione verso l’obbligazionario e il mercato monetario, aumentando invece la quota di portafoglio assegnata alle strategie alternative. Sembra quindi che, grazie all’uso degli alternativi, gli investitori stiano replicando le caratteristiche del ruolo svolto nei portafogli dall’obbligazionario – in particolare, bassa volatilità e bassa correlazione.

Nel complesso, gli investimenti alternativi hanno le potenzialità per migliorare la diversificazione del portafoglio, contribuire ad attenuare l’impatto della volatilità dei mercati – se e quando si manifesta – e aumentare il potenziale di rendimento del portafoglio. Inoltre, come risulta dal Barometro, il ricorso alle strategie alternative ha sicuramente migliorato il profilo rischio/rendimento per gli investitori europei.

Prima di valutare se lanciarsi sugli alternativi, gli investitori devono però soppesarne alcune caratteristiche fondamentali. Forse la più importante è che le strategie alternative possono comportare rischi decisamente diversi da quelli posti da investimenti più tradizionali come azioni e obbligazioni.

Naturalmente, i professionisti finanziari devono lavorare a stretto contatto con i clienti per individuare le strategie d’investimento alternative più adatte a loro. A supporto di questa collaborazione, i professionisti finanziari devono accertarsi che i clienti prendano in considerazione i cinque elementi seguenti nel valutare se effettuare investimenti alternativi:
Cinque elementi da considerare quando si valuta se investire in strategie alternative

1. Tenere presenti i principi dell’economia comportamentale

L’economia comportamentale è una disciplina che studia gli effetti prodotti da fattori psicoemotivi sulle decisioni di carattere economico degli investitori. Gli investitori possono infatti commettere errori di giudizio e avere istinti quali, per esempio, comportamenti imitativi (il modo in cui, quando sono in gruppo, le persone possono agire collettivamente, senza una direzione centralizzata) o avversione alle perdite (tendenza di alcune persone a preferire evitare le perdite anziché realizzare guadagni potenzialmente equivalenti). Questi comportamenti potrebbero erodere il rendimento del portafoglio, inducendoli a tentare di anticipare i movimenti del mercato o a uscirne del tutto.

Alcune strategie alternative sono concepite come investimento a lungo termine, mentre altre mirano a beneficiare di eventuali turbolenze dei mercati. Strategie di questo tipo possono aiutare a tenere a bada le emozioni, riducendo la probabilità che il comportamento degli investitori influisca negativamente sui loro portafogli.

2. Capire ciò che si vuole

Come investitore, vi preoccupa di più l’eventuale perdita del capitale o il rischio di tasso in caso di incremento dei rendimenti obbligazionari? Se capirete i vostri bisogni, sarete più in grado di scegliere l’investimento giusto.

Gli investimenti alternativi rientrano in tre categorie principali:

I. strategie che, potenzialmente, offrono alti rendimenti ma anche un rischio elevato

II. strategie che mirano a offrire una copertura nei confronti del rischio di mercato sui titoli azionari, riducendo così il rischio legato alle oscillazioni sfavorevoli del prezzo di un asset, e che tendono a ricalcare le strategie rivolte ai titoli azionari a bassa volatilità per cercare di gestire la turbolenza dei mercati

III. strategie in grado di aumentare la diversificazione complessiva del portafoglio.

Non va dimenticato che il rischio insito in tutte queste tre categorie potrebbe essere rilevante e che vi sono altri tipi di investimento che offrono opportunità di crescita e una maggiore diversificazione.

In generale, le strategie managed futures (tipo di investimento alternativo nel quale la gestione delle operazioni sui mercati dei future è affidata ad altro soggetto o entità, anziché al proprietario del fondo) e global macro consentono una diversificazione complessiva del portafoglio, mentre la strategia long/short equity (strategia che comporta l’acquisizione di posizioni lunghe su azioni che offrono un potenziale incremento di valore e di posizioni corte su azioni che, invece, potrebbero perdere valore) può riuscire a incrementare il valore di azioni e obbligazioni; infine, le strategie imperniate su mercato immobiliare e private equity possono offrire un maggiore potenziale di rendimento.

Le strategie managed futures, equity long/short, mercato immobiliare e private equity comportano il pagamento di commissioni ed espongono al rischio di perdita, per cui è consigliabile rivolgersi a un professionista finanziario di fiducia per stabilire quali siano più adatte al proprio portafoglio.

3. Comprendere ciò che si acquista

Molti professionisti finanziari ricorrono agli algoritmi per ottimizzare quello che considerano il migliore mix di asset class di un portafoglio. Tuttavia, affidandosi troppo all’ottimizzazione, rischiano di trascurare o di dimenticare i principi fondamentali del funzionamento di un’asset class.

Dopo essersi consultati con un professionista finanziario per fissare obiettivi finanziari chiari, gli investitori possono orientarsi su determinate categorie d’investimento. Poi devono capire quale potrebbe essere il comportamento di una determinata strategia, applicata a quelle categorie, quando il mercato sale, scende o rimane stabile. Questo approccio è riassumibile con la frase: “Classificare, anziché ottimizzare”.

Accettare il principio secondo cui “vince chi non perde”

La matematica finanziaria non è sempre di facile comprensione. Per esempio, se un investitore investe 100 euro e perde il 50%, gli rimangono 50 euro. Allora, di quale tasso di rendimento ha bisogno per risalire a 100 euro? Gli serve un rendimento del 100%, perché 50 euro sono il 100% di 50 euro.

Come dimostra l’esempio, se un investitore riesce a evitare perdite ingenti, non deve rincorrere il rendimento per tornare in pari. Quindi può “vincere” cercando di attenuare le grosse perdite.

5. Mantenere una prospettiva di lungo termine

L’ABC della pianificazione finanziaria prevede che, per realizzare obiettivi finanziari di lungo periodo, è necessario un impegno a lungo termine a livello di risparmio e di investimento. Il risultato a breve termine di una strategia d’investimento potrebbe non essere indicativo del suo andamento nell’arco di uno o più decenni. Inoltre la diversificazione del portafoglio può servire a neutralizzare il rischio indotto dai risultati insoddisfacenti di un’asset class o di una strategia d’investimento sulla tenuta complessiva del portafoglio.

La scelta di diversificare il portafoglio è giustificata dal fatto che, spesso, gli asset non si muovono insieme e contemporaneamente nella stessa direzione. Il valore dei singoli asset potrebbe apprezzarsi, ma anche scendere simultaneamente. Capire la diversificazione del portafoglio significa essere consapevoli del fatto che le varie asset class potrebbero non salire o non scendere contemporaneamente.

 

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La diversificazione non costituisce una garanzia di rendimento, né una protezione contro le perdite. Tutti gli investimenti comportano rischi, incluso il rischio di perdite. I titoli azionari sono volatili e possono subire sensibili riduzioni di prezzo in funzione delle condizioni del mercato e dell’economia. La vendita allo scoperto ha carattere speculativo e comporta il rischio di incorrere in un aumento potenzialmente illimitato del prezzo di mercato di un titolo, con la conseguente impossibilità di coprire la posizione corta e di subire una perdita potenzialmente illimitata. La strategia managed futures ricorre ai derivati, principalmente contratti future e forward, che in genere implicano una leva finanziaria (un piccolo importo usato per effettuare un investimento di valore economico maggiore). In virtù di questa caratteristica, le strategie managed futures potrebbero amplificare i profitti o le perdite dei mercati verso cui sono esposte. Le strategie managed futures sono fortemente speculative e non sono adatte a tutti i tipi di investitori. Gli investimenti alternative comportano rischi specifici, che possono differire da quelli connessi agli investimenti tradizionali e comprendono, per esempio, il rischio di illiquidità e il potenziale rischio di amplificazione delle perdite o dei guadagni. Prima di investire, gli investitori sono tenuti a informarsi sui rischi insiti nell’investimento.
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