Love song to the Earth

“Chissà, chissà domani su che cosa metteremo le mani. Se si potrà contare ancora le onde del mare”.

Così inizia “Futura”, una canzone di Lucio Dalla del 1980 e la domanda nasce spontanea: cosa ci riserverà il futuro? Cosa stiamo facendo per preservare il nostro pianeta?

Questa volta sono i nostri ragazzi a darci una lezione; venerdì 15 marzo 2019 sono scesi in piazza, ispirati da Greta Thumberg. Greta è una ragazzina di 16 anni che ogni venerdì si è messa seduta davanti al parlamento svedese, saltando la scuola e studiando il climate change. Per colpa dell’uomo il clima sta andando in crisi e i continui disboscamenti stanno rovinando la natura e gli equilibri del nostro pianeta. Greta chiede al governo svedese di ridurre le emissioni di anidride carbonica come previsto dall’accordo di Parigi sul cambiamento climatico. Il suo slogan è Skolstrejk för klimatet (Sciopero della scuola per il clima). A seguito delle elezioni, ha continuato a manifestare ogni venerdì, lanciando così su scala globale il movimento studentesco internazionale Fridays for Future. Greta ora verrà candidata al Premio Nobel per la Pace. A soli 16 anni, ha preso parte al World Economic Forum di Davos e ha spiegato all’uditorio, composto dagli uomini più potenti del pianeta, come sia necessario fare qualcosa adesso, subito, non tra un anno o tra qualche mese. Si deve agire «come se la propria casa fosse in fiamme» per evitare che l’abitazione bruci per intero.

Non è la prima volta che gli studenti scendono in piazza ma c’è una sostanziale differenza tra la mobilitazione odierna e quella, ad esempio, degli anni sessanta con gli studenti in piazza per affermare alcuni loro diritti e l’emancipazione. Questa volta lo scopo è quello di salvare il mondo. Greta e i ragazzi che manifestano sostenendola non stanno pensando solo a sé stessi, si stanno battendo per il bene comune, quello di tutti, ovunque nel mondo.

Siamo tutti chiamati a dare un contributo: istituzioni, tessuto imprenditoriale, persone comuni.

L’innalzamento del livello dei mari, l’aumento delle temperature, i fenomeni meteorologici dagli effetti catastrofici stanno restringendo gli spazi dove viviamo. I ghiacciai italiani negli ultimi 50 anni si sono ridotti di almeno il 30 per cento, con una perdita di circa 150 chilometri quadrati. La barriera corallina delle Maldive, a causa del riscaldamento del mare, sta morendo, sta perdendo colore e la fauna ittica si sta progressivamente spopolando. La risorsa acqua del pianeta si sta esaurendo in maniera allarmante. La desertificazione sta divorando il verde. Fenomeni estremi come cicloni, inondazioni, frane si stanno verificando con una frequenza sempre maggiore.

Acquisire una consapevolezza ambientale significa anche scegliere di puntare e di investire su società che promuovono pratiche aziendali etiche e sostenibili. Gli indici sull’investimento socialmente responsabile (SRI) tendono a escludere anche i cosiddetti titoli azionari di società coinvolte nella produzione di alcol, tabacco, armi, giochi d’azzardo, pornografia, combustibili fossili ed energia nucleare: per un mondo migliore attraverso la finanza.

Le nostre scelte di investimento possono avere un impatto positivo non solo sul nostro patrimonio personale ma anche sull’ambiente e sulla società.

“Love Song to the Earth” è un brano scritto da Toby Gad in occasione della conferenza ONU sul clima, tenutasi a Parigi nel 2015; è stato registrato, oltre che dagli autori, anche da alcuni artisti famosi tra cui Paul McCartney, Bon Jovi, Fergie, e Sheryl Crow e dice così:

It’s not about possessions
Money, or religion
How many years we might live
When the only real question that matters
Is still a matter of perspective

Non è una questione di beni
Denaro o religione
Quanti anni potremmo vivere
Quando l’unica vera domanda che conti
È sempre una questione di prospettive.

Di prospettive e di scelte. Da fare adesso.

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