Symphonia SGR

 

Le auto di domani: kilowatt, intelligenza artificiale e dati condivisi.

Gli ultimi dieci anni sono stati l’incubatore di una rivoluzione del concetto di mobilità. Il settore, ancorato a modelli tecnologici e di business che risalivano agli inizi del ‘900, è diventato un laboratorio in grado di sfornare novità significative a ritmo costante. L’accelerazione tecnologica ha portato sul mercato innovazioni importanti, con annunci continui di nuovi modelli e tecnologie da parte dei maggiori costruttori. La frontiera energetico-ambientale, fatta di auto elettriche ed energie rinnovabili, è il cuore dei piani industriali di quasi tutti i grandi marchi mondiali (molti costruttori stimano target di penetrazione degli EV tra il 15-25% entro il 2025) e questo ha destato un interesse notevole anche da parte dei mercati finanziari. Lo dimostra il caso di Tesla, le cui quotazioni si sono impennate non appena sono state confermate le stime produttive per il 2017, sfatando i dubbi residui sulla capacità dell’azienda di Elon Musk di tenere il passo degli ordinativi. Lo stesso vale anche per il mercato cruciale delle batterie: LG ha da poco presentato una nuova generazione di accumulatori, sempre più efficienti, che consentiranno di aumentare notevolmente l’autonomia dei veicoli. La Chevrolet Bolt ad esempio, presentata con una autonomia di circa 350 km nel 2015, al lancio (2017) potrà percorrere invece oltre 500 km.

I sistemi di guida autonoma sono quelli di maggiore impatto sull’immaginario degli utenti e la loro capacità di attrarre ed assorbire investimenti è crescente man mano che prosegue la sperimentazione su strada. E’ notizia recente l’investimento di un miliardo di dollari in 5 anni da parte di Ford in Argo AI, per lo sviluppo di un sistema di guida virtuale da integrare a bordo dei veicoli autonomi. E’ la conferma dell’impatto sempre più incisivo delle startup sull’industria automotive.

Il modello di business si sta modificando di pari passo alla rivoluzione tecnologica, tanto che gli accordi fra società automobilistiche e società hi-tech stanno creando sinergie chiave con ripercussioni sui mercati finanziari mondiali. I sistemi di infotainment, considerati fantascienza solo qualche anno fa, sono oggi una realtà consolidata. Le auto non sono solo fruitrici di dati ma ne produrranno a ritmo continuo e la condivisione di queste informazioni si sta trasformando in un “affaire” importante per i costruttori stessi, con il supporto di colossi quali Apple, Microsoft (cloud Azure), Samsung (che di recente ha acquisito Harman) e Google. Le interconnessioni, i sistemi cloud, i software di mapping e le smart utility saranno una nuova fonte di utili per i costruttori mondiali, dopo un secolo in cui il modello è rimasto ancorato al “circolo chiuso” comprendente vendita, manutenzione e ricambistica. I dati sono una risorsa importante, prima nell’uso, poi nella condivisione ed infine nella loro interpretazione che richiede una “normalizzazione” affinché possano essere fruiti a livello globale (e quindi rivenduti sul mercato).

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