La view del Comitato Investimenti di Banca Consulia

Il mese di novembre si sta per concludere e i mercati, dopo un andamento discendente, hanno mostrato segnali di recupero. Si è trattato più di ottime performance di singoli titoli che di un rinnovato sentiment positivo dei mercati. Il risultato finale è stato quello di una borsa tendenzialmente sotto tono che, di volta in volta, viene trainata dal titolo “del giorno”.

Tra le buone notizie di fine mese c’è l’accordo raggiunto tra i maggiori investitori per la ricapitalizzazione di Banca Carige, nonostante l’aumento sia stato particolarmente penalizzante per i soci. Di questa operazione hanno giovato la maggior parte delle banche regionali. Tra tutte, Credito Valtellinese ha recuperato quanto perso nell’ultimo mese grazie a ottime performance, fino a 3 cifre, spinto anche dal divieto della Consob per quanto riguarda le vendite allo scoperto.

Il Parlamento Europeo ha avanzato una nuova proposta per quanto riguarda i crediti deteriorati. Quest’ultima permetterebbe il “congelamento” temporaneo delle perdite causate dalla cessione degli NPL, impedendo così che le performance negative derivanti da questi ultimi vadano ad intaccare le ratios di capitale delle società coinvolte. Ciò ha permesso un rimbalzo di fine mese a molte delle banche regionali interessate.

In più, i progressi fatti da Unicredit inerenti alla cessione del maxi-pacchetto di NPL (F.I.N.O.) ha contribuito ulteriormente alla performance positiva, con 1 punto a favore del settore.

Un altro comparto le cui performance di fine mese sono state positive è quello delle telecomunicazioni e dei media. Infatti, dopo un lungo periodo di scontri nel triangolo Mediaset – Vivendi – Governo, sembrerebbe arrivato il momento di un accordo. Il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda sembra essersi trovato in forte sintonia con il nuovo CEO di Telecom Italia Amos Genish. Questo potrebbe portare al risolversi della situazione tra la società di telefonia e il governo italiano. Le strade percorribili sono varie. La più citata riguarda uno scorporo ed una cessione parziale della rete telefonica, azione che permetterebbe da una parte a Telecom Italia di alleggerire il peso del suo debito e dall’altra parta al Governo di evitare che la rete telefonica vada sotto controllo straniero.

Queste opportunità venutesi a creare nell’ambito delle telecomu-nicazioni hanno permesso una riduzione della pressione anche su altro caso “nazionale” quale è quello tra Mediaset e Vivendi.

A livello politico, la scena è stata tutta per il mancato accordo in Germania tra la Merkel, l’FDP e i Verdi. Il paese è senza un governo da 2 mesi, cioè dalle ultime elezioni. I tentativi di formare un governo “giamaica” (nome derivante dai colori dei partiti che ne farebbero parte) non ha portato risultati e l’altra opzione, quella di un governo con i socialisti, sembra non essere apprezzata dal loro candidato alle ultime elezioni Martin Schulz. Tutto ciò potrebbe portare o a nuove elezioni oppure ad un governo il cui primo ministro non sia Angela Merkel.

La fine del mese riserva per i mercati due appuntamenti di rilievo: il voto sulla riforma fiscale USA, su cui Trump si gioca la credibilità della sua presidenza e il meeting dell’OPEC (30 novembre). Nel dettaglio le prospettive sul petrolio sono rialziste, spinte dalla volontà dei paesi OPEC, con in più la Russia, ad una riduzione dell’eccessiva offerta e dalla possibile proroga che verrà data ai tagli alla produzione nella riunione di fine mese. La produzione di petrolio, infatti, da inizio anno si è ridotta anche se non omogeneamente a livello geografico. Mentre i paesi OPEC hanno ridotto la produzione (-1,5 milioni di barili al giorno), i paesi non OPEC hanno agito nella direzione opposta (+1,1 milioni di barili al giorno). Al netto, c’è stata una riduzione di 400.000 barili al giorno da inizio anno. In ogni caso, i produttori di petrolio (OPEC e non) sembrano incominciare a convergere sull’idea di una riduzione massiccia. Il rialzo dei prezzi, oltre a sottolineare la bontà delle ultime decisioni, ha spinto alcuni paesi al di fuori dell’Organizzazione, in primis la Nigeria, a promettere una partecipazione del paese ai prossimi tagli alla produzione. In questo contesto, la riunione del 30 novembre probabilmente non verterà su una eventuale proroga, quasi sicura, ma sulla durata dell’attuale policy. Anche se surrettiziamente, perché dal lato dell’inflazione headline e non di quella core, questo potrebbe avere effetti inflativi.
I dati positivi sull’economia italiana hanno spinto i listini europei nell’ultima parte del mese. Il miglior settore, come già detto in precedenza, è stato quello delle telecomunicazioni. I peggiori sono stati invece quelli dei Consumers e degli Industriali su cui hanno impattato negativamente le prese di profitto dopo le recenti performance positive.

I dati particolarmente positivi e sopra le attese per quanto riguarda le immatricolazioni commerciali sottolineano che il momento per il settore è buono, soprattutto dopo gli ultimi anni.

Intesa Sanpaolo ha firmato il contratto di cessione della quota detenuta di AllFunds per un importo pari a €930 milioni. Questo permetterà alla banca di avere maggiore flessibilità per le coperture sugli NPL.

Comitato Investimenti di Banca Consulia

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