La legge sul dopo di noi

Con la legge n. 112/2016 (meglio conosciuta come «legge sul dopo di noi»), il legislatore ha previsto misure di assistenza, cura e protezione nel superiore interesse delle persone con disabilità grave, prive di sostegno familiare, al fine di favorirne l’autonomia, il benessere e la piena inclusione sociale.

La legge in commento richiama alcuni istituti che consentono, con il riconoscimento di agevolazioni in materia di fiscalità indiretta, di pianificare le diverse forme di assistenza necessarie alle persone affette da gravi disabilità, anche successivamente alla morte di coloro che se ne prendono cura («dopo di noi»),

Uno degli istituti richiamati dalla legge è il trust di famiglia. Il beneficiario esclusivo è la persona con disabilità grave, distinta dal soggetto al quale sarà trasferito, alla morte del disabile, il patrimonio residuo. E’ anche possibile costituire un trust autodichiarato, in cui il disponente e il trustee coincidono con lo stesso soggetto che si prende cura del disabile (per esempio il genitore o un parente).

Altro strumento è l’istituto normato dall’art. 2645 ter del codice civile, l’atto con vincolo di destinazione, attraverso il quale un soggetto destina, alla realizzazione di interessi meritevoli di tutela a favore delle persone con disabilità, beni immobili o beni mobili iscritti in pubblici registri, per un periodo non superiore a novanta anni o per la durata della vita della persona fisica beneficiaria. Nell’atto di costituzione del vincolo, per il quale è prevista la forma dell’atto pubblico, deve essere indicato un gestore (un genitore, un parente o un soggetto anche non familiare, diverso dal disponente).

La legge prevede anche la costituzione di fondi speciali composti da beni sottoposti a vincolo di destinazione e disciplinati con contratto di affidamento fiduciario. Si tratta di un contratto con il quale una parte, l’affidante fiduciario, si accorda con un altro soggetto, affidatario fiduciario, per affidare determinati beni a favore di uno o più beneficiari, secondo un programma definito dall’affidante. Le parti contraenti (l’affidante fiduciario e l’affidatario fiduciario) possono essere sia persone fisiche sia persone giuridiche. I beni conferiti e asserviti nel contratto di affidamento fiduciario danno origine ad un «patrimonio segregato» e, quindi, perfettamente separato dal patrimonio personale dell’affidatario. Così come per il trust, anche nel contratto di affidamento fiduciario devono essere indicati i beneficiari esclusivi (ovvero le persone affette da disabilità grave) e i beneficiari del patrimonio residuo.

I beni e i diritti conferiti in trust ovvero gravati da vincoli di destinazione ovvero destinati a fondi speciali sono esenti dall’imposta sulle successioni e donazioni. Le esenzioni e le agevolazioni sono ammesse a condizione che gli istituti sopra menzionati perseguano come finalità esclusiva l’inclusione sociale, la cura e l’assistenza delle persone con disabilità grave, in favore delle quali sono istituiti. La suddetta finalità deve essere espressamente indicata nell’atto istitutivo del trust, nel regolamento dei fondi speciali o nell’atto istitutivo del vincolo di destinazione.

Le agevolazioni previste dalla legge n. 112/2016 sono entrate in vigore dal 1°gennaio 2017, ad eccezione delle agevolazioni fiscali che in termini di deducibilità fiscale sono già entrate in vigore per il periodo di imposta 2016.

dr. Federico LOZZI
Dottore Commercialista e Revisore Legale

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