L’impact investing

Si sente parlare sempre più spesso di impact investing: di cosa si tratta? Possiamo definirlo come un’attività di investimento in imprese, organizzazioni e fondi che operano con l’obiettivo di generare un impatto sociale misurabile e compatibile con un rendimento economico.

Le società contemporanee, infatti, oggi affrontano sfide inedite: la crescente domanda di servizi da parte delle fasce più povere della società, la crescita e l’invecchiamento della popolazione, i cambiamenti climatici. Questioni che manifestano l’obsolescenza di molti degli strumenti e delle strategie su cui è stato costruito il modello europeo di protezione sociale. Il potenziale di crescita degli investimenti ad impatto sociale può offrire un contributo al percorso di ammodernamento delle politiche per l’inclusione sociale e per l’ambiente nei Paesi industrializzati e nelle economie emergenti.

L’impact investing si distingue per:

  • l’intenzionalità dell’investitore di generare un impatto sociale;
  • l’aspettativa di un rendimento economico positivo, per quanto inferiore ai tassi di mercato;
  • la varietà degli strumenti finanziari utilizzati e delle forme di intervento che spaziano dal debito alle azioni;
  • la misurabilità dell’impatto, fondamentale per assicurare la trasparenza e la responsabilità.

Un po’ a mezza strada tra Filantropia e Investimenti Sostenibili, l’Impact risulta la strategia SRI a maggior tasso di crescita secondo Eurosif, con una crescita sul biennio 2014/2016 del 385%.

Nel concreto, quali sono i beneficiari degli investimenti a impatto? Innanzitutto, tutto ciò che ruota attorno al tema della sostenibilità ambientale: i progetti per l’uso sostenibile delle risorse naturali, l’efficienza energetica, la produzione di energia da fonti pulite, l’economia circolare, la costruzione di edifici a basso impatto ambientale. Passando alla sostenibilità sociale, gli investimenti a impatto sostengono chi si impegna per l’educazione, l’inserimento lavorativo e le pari opportunità, il diritto al cibo, l’assistenza sanitaria. Ma all’impact investing guardano con attenzione anche tutti quegli imprenditori e quelle startup impegnati a sviluppare nuove soluzioni tecnologiche per risolvere un problema piccolo o grande nel pianeta: pensiamo ad esempio alla formazione a distanza, ai sistemi di monitoraggio smart per ridurre gli sprechi di energia, ai metodi innovativi per il riciclo dei rifiuti.

L’evoluzione degli strumenti e delle stesse istituzioni finanziarie verso la finanza ad impatto è spinta anche dalla difficoltà con cui i tradizionali sistemi di welfare pubblico rispondono ai crescenti bisogni. In questo senso, la prospettiva impact può contribuire a diffondere negli interventi pubblici un approccio centrato sulla misurazione dell’impatto. Solo attraverso un sistema accurato di metriche è possibile costruire modelli di finanziamento degli interventi, strutturati sul principio della remunerazione, in base ai risultati e alla partnership pubblico-privato, come nel caso dei Social Impact bond. Gli investimenti ad impatto sociale infatti, da un punto di vista di politiche pubbliche, possono avere la funzione di attrarre capitali privati utili a rafforzare i servizi di welfare, in particolare per gli interventi di natura preventiva – oggi scarsamente finanziati – e migliorare così l’efficienza e l’efficacia della spesa pubblica. Allo stesso tempo, lo sviluppo degli investimenti ad impatto sociale può certamente contribuire a stimolare il sistema produttivo e, di conseguenza, la crescita dell’occupazione.

A livello internazionale l’interesse per questo mondo è alto.

Cambridge Associates, al fine di rendere oggettive le misurazioni in questo ambito, ha creato un benchmark per questo strumento, concentrandosi sui risultati di Fondi di Private Equity/Venture Capital, riconducibili a strategie di Impact Investing.

I risultati mostrano come l’assimilazione di questo approccio a logiche di beneficienza non sia per nulla corretto, visto che i rendimenti sul lungo periodo appaiono interessanti.

Affrontare il tema della trasparenza e dell’accountability in Italia può sembrare ardito, specie nei giorni della polemica sulle ONG e i migranti, che certo non aiutano la causa.

Come sempre, se da cittadini la situazione è frustrante, da investitori abbiamo la possibilità di spaziare in tutto il mondo per trovare il meglio che il mercato mette a disposizione.

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