La grid parity

Nella Sezione Wealth Tips, pubblichiamo il contributo dell’Avvocato Alberto Crivelli dello studio di Milano AMTF Avvocati. Lo Studio AMTF Avvocati si occupa principalmente di diritto commerciale, fallimentare e societario, di diritto amministrativo e diritto penale ma vanta specifiche competenze anche su temi particolari quali ad esempio i SEU, Sistemi Efficienti di Utenza, che coinvolgono ciascuno di noi come consumatore e come investitore.

Gli impianti alimentati da fonti rinnovabili e la grid parity – i SEU

La grid parity – possibili scenari di investimento

Esaurite le risorse destinate alle tariffe incentivanti, è ormai noto che, mentre per alcune fonti rinnovabili è già prevista (e per talune – quali, ad esempio, il biometano – è addirittura imminente) l’approvazione di strumenti normativi finalizzati a programmare nuovi piani di incentivazione, per le fonti elettriche fotovoltaiche non sono e non saranno approvate (per quanto, nel nostro Paese, non si debba “mai dire mai”) nuove forme di incentivazione, ritenendo, il legislatore, già raggiunti gli obiettivi di installazione, al tempo, prefissati.

Pertanto, dovendo ragionare in termini di c.d. “grid parity”, ossia di impianti che, in assenza di misure incentivanti, devono poter stare sul mercato in condizioni di equilibrio finanziario, e volendo scorgere nuove opportunità di investimenti (che giustifichino, dunque, l’avvio di una lotta ciclopica contro la burocrazia e le continue “sorprese” che ci riservano le pubbliche amministrazioni), si segnala l’occasione legata ai c.d. “SEU” – Sistemi Efficienti di Utenza.

Costituendo una delle più interessanti realtà in materia di impianti, i SEU”, si caratterizzano per la presenza di una particolare configurazione, tale da consentire, all’acquirente dell’elettricità prodotta da un simile impianto, un considerevole risparmio sui costi fiscali e parafiscali gravanti sullo stesso. Il che vuole dire, in sostanza, che l’acquirente (detto “OffTaker”), al posto di approvvigionarsi alla rete per il tramite di un ordinario contratto di fornitura sottoscritto con uno dei tanti player del mercato, avrà grande convenienza ad acquistare elettricità direttamente dal titolare dell’impianto SEU. Quest’ultimo, correlativamente, potrà vendere l’elettricità prodotta dal proprio impianto a prezzi maggiorati rispetto ad un c.d. “ritiro dedicato” o ad un normale PPA (anticipandosi fin d’ora che l’eccedenza di elettricità prodotta e non ritirata dall’OffTaker potrà essere venduta ad un trader ovvero in ritiro dedicato attraverso, rispettivamente, un normale contratto di PPA od una convenzione col GSE).

Gli impianti SEU, tuttavia, per essere considerati tali, devono presentare una serie di speciali caratteristiche (sottoposte a stringenti verifiche da parte del GSE). Sinteticamente, devono essere alimentati da fonti rinnovabili o devono configurare un impianto cogenerativo ad alto rendimento, inoltre, unitamente all’impianto di connessione (elettrodotto, trafo, inverter, contatori etc..), devono essere localizzati all’interno di un’area nella disponibilità (non necessariamente proprietà) esclusiva dell’acquirente dell’elettricità. Anche in merito a quest’ultimo, la normativa in materia di SEU detta specifiche disposizioni, prescrivendo che l’elettricità acquistata sia destinata ad alimentare una o più c.d. “unità di consumo”, risultante/i nella disponibilità di un solo soggetto e finalizzata/e alla produzione di un solo prodotto o servizio. A ciò si aggiunga che l’impianto SEU può essere di proprietà di un soggetto terzo rispetto all’OffTaker oppure appartenere all’OffTaker stesso. L’importante è che l’elettricità sia interamente “dedicata” a quest’ultimo (potendosi cedere, come detto, le eccedenze in rete).

I risparmi conseguiti sarebbero vantaggiosi, in quanto non troverebbero applicazione le c.d. “parti variabili”, afferenti, rispettivamente, (i) alle componenti di trasmissione e distribuzione, (ii) agli oneri generali di sistema ed (iii) agli oneri generali dei servizi di dispacciamento.

Tale risparmio, prendendo come riferimento un impianto fotovoltaico a terra di potenza pari a 1Mwe, localizzato in centro/sud Italia, con produzione di 1.150 MWh annui, tensione in parallelo di 15.000 v e normali perdite standard, si aggirerebbe intorno a complessivi € 85.000 annui. In questo modo, si permetterebbe al produttore di vendere all’acquirente (come visto non più gravato dalle componenti variabili di cui sopra) l’elettricità ad un prezzo maggiore di quello applicato dai normali fornitori, consentendo, comunque, di conseguire un notevole risparmio complessivo.

Così strutturato, l’impianto SEU rappresenterebbe un interessante opportunità, non più legata all’energia prodotta (a prescindere dal relativo consumo) bensì sul risparmio conseguito dal soggetto acquirente.

Avv. Alberto Crivelli
AMTF Avvocati

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