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Materie prime, salari e catene di fornitura

Materie prime, salari e catene di fornitura: come la geopolitica sta trasformando l’economia mondiale
La guerra in Ucraina sta modificando il dibattito in merito alle possibili caratteristiche di un mondo post-COVID-19. Ecco i punti salienti di una discussione su questo argomento tra Gene Podkaminer, Francis Scotland, Michael Hasenstab e Stephen Dover.

La guerra in Ucraina sta modificando il dibattito in merito alle possibili caratteristiche di un mondo post-COVID-19. Gene Podkaminer, Head of Research di Franklin Templeton Investment Solutions, Francis Scotland, Director of Global Macro Research di Brandywine Global, e Michael Hasenstab, Chief Investment Officer di Templeton Global Macro, mi hanno accompagnato in una discussione sull’attuale panorama degli investimenti. Qui di seguito sono riportati alcuni punti salienti della conversazione:

  • La maggiore regionalizzazione dei flussi commerciali si tradurrà probabilmente in un mondo più multipolare e intrinsecamente più instabile, con un conseguente aumento della volatilità. Questo contesto sferzante si caratterizza per una serie di periodi molto brevi e intensi di crescita e inflazione.
  • A livello globale, le decisioni di politica monetaria varieranno notevolmente in funzione delle specifiche dinamiche economiche di ciascun paese. Negli Stati Uniti e in Europa le banche centrali sono in ritardo rispetto alle omologhe asiatiche e latinoamericane nel ritmo della stretta monetaria. Considerando nello specifico gli Stati Uniti, la risposta della Federal Reserve è stata lenta e reattiva.
  • L’inflazione dei prezzi di generi alimentari ed energia è destinata probabilmente a continuare nel breve termine e sarà determinata in gran parte da problemi di approvvigionamento. Le attuali carenze sul mercato del lavoro e su quello immobiliare potrebbero influenzare la componente più persistente dell’inflazione. Storicamente, l’inflazione tende ad essere più duratura quando è provocata da carenze sul mercato del lavoro.
  • La ripresa economica globale ha subito una battuta d’arresto dopo la crescita sostenuta del 2021. Da marzo dello scorso anno l’aumento dei prezzi ha eroso il potere d’acquisto e negli ultimi sei mesi gli ordinativi di beni durevoli hanno segnato il passo. Questi fattori hanno comportato un rallentamento della “crescita reale” (crescita del PIL al netto dell’inflazione), creando un maggior rischio di recessione.
  • Data la volatilità sui mercati azionari e obbligazionari, diventa essenziale adottare un approccio selettivo per trovare asset davvero decorrelati. I titoli a reddito fisso di Asia e America Latina ci sembrano interessanti, poiché queste regioni beneficiano generalmente dei rincari delle materie prime. Riteniamo che i portafogli azionari dovrebbero privilegiare le regioni in grado di gestire efficacemente l’inflazione o che presentano driver di crescita strutturali.

 

Stephen Dover, CFA
Chief Market Strategist,
Franklin Templeton Investment Institute

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