Faceapp e l’Europa

Una delle app più scaricate negli ultimi tempi, con oltre 50 milioni di download, è sicuramente Faceapp. Viene usata per generare immagini “di noi invecchiati”, grazie a un software basato sull’ intelligenza artificiale. Io stesso non ho resistito alla tentazione di vedermi nel futuro ma il risultato mi ha lasciato perplesso: sarà che sembro già vecchio adesso?

Andando oltre le facili ironie, perchè siamo così sensibili alla nostra immagine nel futuro, ma così poco attenti ad altri aspetti fondamentali del nostro futuro? Previdenza, risparmio, protezione assicurativa, ambiente, sembrano tutte tematiche che riguardano gli altri ma non noi.

Eppure, senza scomodare troppo la scienza e l’IA, qualche nozione di matematica di base e un po’di buon senso potrebbero essere di gran aiuto per proiettarci meglio negli anni a venire. Intendiamoci sulla parola “meglio”, che per me significa più consapevoli e proattivi rispetto ai cambiamenti che verranno.

Ad esempio, compito di un bravo consulente finanziario non dovrebbe essere indovinare il futuro delle borse nei prossimi mesi ma costruire percorsi di pianificazione finanziaria completi, integrando proprio quelle dimensioni di investimento, previdenziali e assicurative più adatte al mondo che verrà.

Ma quale mondo dobbiamo aspettarci, allora? Mia figlia, da cittadina italiana che ancora non ha preso parte al reality “cervelli in fuga” sa che avrà un tenore di vita più basso dei suoi genitori, scarsa protezione previdenziale pubblica, difficoltà nel pagarsi quella privata e vivrà in un mondo con manifestazioni ambientali sempre più estreme.

Occuparci del futuro, soprattutto della parte più prevedibile, è un dovere verso noi stessi e verso le generazioni che seguiranno e per questo – nei limiti del possibile – dobbiamo usare gli strumenti migliori.

Nel mondo degli investimenti occorre pertanto utilizzare un approccio di lungo termine cercando di evitare il market timing, che le statistiche ci dicono, alla fine, distruggerà valore. D’altra parte, Warren Buffet, ha sempre affermato che i mercati finanziari sono un modo eccellente per trasferire ricchezza dagli impazienti ai pazienti!

Per le altre questioni servirà che la politica, nazionale ed internazionale, cominci ad affrontare seriamente tutte quelle tematiche che, per essere risolte, porteranno impatti su diverse legislature e avranno bisogno di approcci necessariamente bipartisan.
Non è una missione impossibile. Un esempio ce lo offre la neo-eletta Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.
Nel suo discorso di insediamento ha parlato ampiamente di molti temi intergenerazionali, primo tra tutti l’ambiente.

“La nostra sfida più pressante è la salute del pianeta. È la responsabilità più grande e l’opportunità maggiore dei nostri tempi. Voglio che l’Europa diventi il primo continente a impatto climatico zero del mondo entro il 2050. Per riuscirci, dobbiamo prendere, insieme, misure coraggiose. Il nostro attuale obiettivo – ridurre le nostre emissioni del 40 % entro il 2030 – non è sufficiente. Dobbiamo fare di più. Dobbiamo perseguire obiettivi più ambiziosi. È necessario un approccio in due fasi per ridurre le emissioni di CO2 del 50 %, se non del 55 %, entro il 2030.” Con queste parole la neo Presidente si è presentata all’Unione Europea.

Per giungere a questo traguardo, proporrà un «Green Deal» per l’Europa nei primi 100 giorni del suo mandato, con la prima vera e propria «legge europea» sul clima, che tradurrà l’obiettivo del 2050 in disposizioni giuridicamente vincolanti.

Tale ambizione richiederà investimenti più consistenti. I fondi pubblici non basteranno. Servirà un piano di investimenti per un’Europa sostenibile, grazie alla trasformazione di una parte della Banca Europea per gli Investimenti in una Banca Climatica Europea. Ciò permetterà di sbloccare mille miliardi di euro di investimenti nel prossimo decennio.

Molto dovrà cambiare. Tutti i settori dovranno contribuire, dai trasporti aerei ai trasporti marittimi, e tutti noi dovremo fare la nostra parte adeguando il nostro modo di vivere.

Ecco, se esistesse una app per vedermi nel futuro, vorrei che mi mostrasse non solo la mia faccia invecchiata, ma un’Europa diversa e che ha saputo affrontare realmente le sfide che oggi non possono più attendere.

 

Paolo D’Alfonso
Co-head della Direzione Wealth Management

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