Eurovita

Protezione e disciplina

Il Contesto di Mercato

Negli ultimi 20 anni i mercati hanno dovuto affrontare diverse prove: dalla bolla finanziaria delle dotcom, agli attacchi terroristici del 2001, al crollo delle borse legato alla vicenda dei mutui subrime, alla crisi del debito sovrano, fino al nuovo virus Covid-19. Bisogna però dire che, per caratteristiche e modalità di manifestazione, questa crisi è profondamente diversa rispetto alle precedenti. Di fatto, non si era mai sperimentato, in nessuno degli avvenimenti storici citati, un crollo così pesante del PIL reale in un solo trimestre (10-20%).

Senza dimenticare, soprattutto, la preoccupazione per la salute , nostra e dei nostri cari.

Per evidenziare l’impatto del Covid-19, abbiamo confrontato l’andamento dello S&P500 durante le diverse correzioni della storia dei mercati finanziari.

Quello che caratterizza questa crisi rispetto alle altre è stato il fortissimo impatto sociale causato dalle misure di isolamento e di distanziamento che hanno rappresentato la diretta causa del crollo dei flussi turistici, della riduzione del commercio internazionale, dell’interruzione di un ampio ventaglio di attività produttive e commerciali ed infine del calo della domanda di beni. Uno shock senza precedenti per l’economia mondiale. L’elevata incertezza sulle ripercussioni economiche della pandemia si sono riflesse in un brusco innalzamento della volatilità e dell’avversione al rischio sui mercati finanziari.

Per rispondere a questa drammatica situazione, in tutti i principali paesi, le autorità monetarie hanno adottato misure espansive straordinarie per garantire liquidità sui mercati, sostenere il credito a famiglie e imprese e stimolare la domanda di beni, servizi e investimenti. Questa politica monetaria fortemente espansiva ha schiacciato ulteriormente le curve dei tassi core, ma ha fatto ripartire il mercato azionario che ha interamente recuperato la correzione di marzo fino a segnare nuovi massimi storici ad agosto.

Quello che è difficile da stabilire è la direzione in cui andranno i mercati fino a quando non si troverà l’unica vera soluzione: il vaccino. Il Coronavirus continuerà quindi a incombere sui mercati finanziari come la spada di Damocle fino alla produzione in larga scala di un “antidoto”.
Ad oggi l’Organizzazione Mondiale della Sanità non ritiene ancora possibile, malgrado alcuni recenti risultati positivi al riguardo, avere un vaccino pronto prima della metà del 2021.

Cosa fare in questa situazione?

Non c’è una formula magica per far fronte a questo contesto “imprevedibile” fatto da tassi di interesse bassi e mercati azionari legati a fattori incerti. La celebre frase di Warren Buffet “nel mondo degli affari, lo specchietto retrovisore è sempre più chiaro del parabrezza”, ci insegna che se non possiamo prevedere il futuro, possiamo però sfruttare ciò che il passato ci ha insegnato.
La tabella sotto, estratta da un articolo del Sole24 Ore, mostra la performance sottoforma di media realizzata dall’indice S&P500 durante le fasi cd. BEAR (negative) e cd. BULL (positive) del mercato, prendendo in analisi il periodo storico dal 1929 al 2010. Quello che si evince è che, durante le fasi di ribasso, la performance top to bottom – quella che il cliente più sfortunato di tutti avrebbe realizzato comprando ai massimi e vendendo ai minimi – è del -26,8%.
La stessa analisi, condotta però sulle fasi positive del mercato, ci mostra che – in media – la performance è risultata essere del +76,6%.
Se ci focalizziamo sulle crisi più recenti, rispettivamente Dotcom 2011-2002 e crisi dei mutui Subprime 2007-2009 vediamo come le correzioni top to bottom siano state più elevate rispetto alla media storica.
L’aspetto rassicurante, però, è dato dalla constatazione che, a fronte di queste correzioni, sono sempre seguite fasi di rialzo ancor più interessanti.
Il passato ci insegna quindi ad adottare un approccio basato sulla disciplina e sulla pazienza.

Da un lato, la disciplina nel non commettere errori legati all’emotività, adottando cioè un comportamento razionale che preveda un ingresso nei mercati con un piano di investimento deciso ex-ante ed eviti l’uscita nei momenti di discesa.
Dall’altro lato, la pazienza nel rispettare un orizzonte temporale adeguato al raggiungimento dei propri obiettivi.
Esiste però un terzo elemento, prezioso quanto gli altri e fondamentale per gestire questo momento di mercato: la protezione. Per protezione intendiamo la possibilità di avere all’interno dei proprio investimento una quota parte a capitale garantito. Questa garanzia riduce l’impatto della volatilità dei mercati sull’investimento e di conseguenza limita il rischio di scelte illogiche guidate dal panico.
Coniugare questi tre comportamenti chiave in un approccio di lungo periodo, può davvero aiutare il cliente- in ottica di investimenti finanziari – a sostenere il raggiungimento di risultati positivi.

Le polizze aiutano ad avere una view di lungo periodo

Effettuando un focus sulla raccolta nel periodo in cui il COVID-19 ha fatto il suo ingresso in Europa ci si accorge che nel 2020 i flussi di raccolta netta tra Marzo ed Aprile hanno avuto differenti andamenti a seconda degli strumenti finanziari utilizzati. Sia gli OICR che le GPI hanno registrato importanti deflussi durante le fasi peggiori del mercato, mentre i prodotti assicurativi sono gli unici, insieme alla liquidità, ad aver avuto raccolta netta positiva in entrambi i mesi.

La raccolta positiva sui prodotti assicurativi è stata determinata dai minori deflussi nei momenti negativi del mercato, ma la vera domanda da porsi rimane: perché ci sono stati meno disinvestimenti su questi strumenti?

Chi investe in questi prodotti lo fa tipicamente per sfruttare i diversi vantaggi che offrono i “wrapper”assicurativi, dai benifici in ambito successorio, all’inserimento nel caso delle Multiramo di una quota parte di investimento “protetta”fino all’ottimizzazione fiscale. Questo aiuta gli investitori ad avere un’ottica di lungo termine, senza concentrarsi eccessivamente sulla performance di breve termine che, come abbiamo ormai imparato, risulta essere poco controllabile.

 

Eurovita S.p.A. 
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