Elon e la lumaca

Elon Musk – l’imprenditore di origine sudafricana fondatore di Tesla – è una persona che pensa e agisce con idee e modalità molto fuori dagli schemi. Come si dice, out of the box.

Musk è affascinato dai trasporti e dallo spazio e infatti, oltre che di Tesla, è anche proprietario di due società che si occupano di lanci spaziali e satelliti per la comunicazione: SpaceX e Starlink. Ma a quanto pare sa puntare gli occhi anche in basso. Infatti, ha dichiarato che per l’uomo sarà molto più facile svilupparsi verso il basso, cioè sottoterra, che non verso l’alto.

Una delle sue iniziative imprenditoriali relativamente recenti si chiama The Boring Company (brevemente TBC). TBC è nata per ovviare a una delle frustrazioni terrestri più grandi di Musk, ovvero perdere tempo, imbottigliato nel traffico di Los Angeles. “Il traffico mi sta facendo impazzire. Costruirò una macchina per la perforazione del suolo e inizierò a scavare tunnel …” ha twittato nel dicembre 2016.

La sua idea? Costruire una serie di “tunnel sotterranei leggeri”, ovvero veloci da scavare e realizzabili a basso costo, per decongestionare il traffico delle metropoli.

Musk ha in mente un benchmark molto chiaro: Gary. Gary è la lumaca che vive nel suo giardino. Qualcuno potrebbe obiettare che prendere come benchmark una lumaca significa dire “ti piace vincere facile”, ma la realtà è un po’ diversa e adesso vedremo perché.

Riprendiamo dai tunnel: la riduzione dei costi di costruzione di un tunnel si basa su due variabili: la velocità di scavo e l’ampiezza del tunnel stesso.

Le macchine tradizionali per la perforazione sono lente, in genere scavano solo 1 miglio di tunnel in 10 settimane. TBC ha detto che le sue macchine puntano invece a scavare almeno 1 miglio a settimana. Un miglioramento di ordine 10 rispetto a quelle tradizionali. Ma sarebbero ancora molto più lente della velocità di Gary la lumaca ed ecco perché superare Gary – che viaggia a circa 5 miglia a settimana – sarebbe un obiettivo molto sfidante per Musk.

Il costo di un tunnel è inoltre proporzionale all’area della sua sezione trasversale. Più ampio è il tunnel, più costa. Quello della metropolitana di New York in Second Avenue è largo 10 metri. Il tunnel A-86 West a due corsie a Parigi, completato nel 2011, è largo 11,5 metri.

La Boring Company intende costruire invece tunnel nelle grandi città di ampiezza pari a soli 4,3 metri.

La maggior parte dello spazio nelle gallerie tradizionali è infatti per la ventilazione dei fumi dei motori a combustione. I tunnel della TBC sono molto più sottili perché sono stati progettati per muovere solo auto elettriche su delle specie di skateboard, catapultandole attraverso la rete di tunnel a velocità fino a 200 kmh, attraverso degli ascensori posti a livello della strada.

Il costo di realizzazione dei tunnel tradizionali varia tra $ 100 milioni fino a $ 1 miliardo per miglio. TBC ha detto di aver già ridotto questo costo a $ 10 milioni per miglio.

I critici dicono che l’idea di un tunnel sotterraneo con veicoli a trazione elettrica assomigli tanto a qualcosa di già inventato un secolo fa, ovvero la metropolitana, ma guai a sottovalutare Musk.

Questo è uno dei tanti esempi che si possono applicare alla sua teoria imprenditoriale, sia che si tratti di voli verso Marte che di semplici tunnel: assumere gli ingegneri più capaci e continuare a migliorare i processi, giorno per giorno, imparando dagli errori.

Ricordiamo peraltro una cosa: per Musk la Boring Company si presenta quasi come un hobby, che occupa solo il 2% del suo tempo.

Inizialmente era parte del progetto della TBC anche l’Hyperloop, il “quinto modo di trasporto” proposto da Musk che – come lo ha definito lui – è una specie di “incrocio tra un Concorde e un disco da hockey”.

Questo quinto modo di trasporto (dopo auto, aerei, treni e barche) è costituito da un treno a levitazione magnetica che viaggia all’interno di un tubo senza aria tipo la posta pneumatica degli uffici, con cui un tempo si inviavano le lettere in un sistema di tubi, tramite o l’aria compressa oppure il vuoto generato da pompe.

Nel documento di presentazione Musk, che ha coinvolto i team SpaceX e Tesla per testarne la fattibilità, ha scritto che un “pod” sarebbe stato in grado di percorrere una distanza di 30 miglia in soli 2,5 minuti, tagliando cioè un viaggio di 6 ore a soli 30 minuti.

L’Hyperloop viaggerebbe a circa 760 miglia all’ora e questo lo renderebbe concorrenziale, come tempi di percorrenza, con l’aereo, ed economico per l’utente quanto un sistema di treni ad alta velocità.

Di fatto, sarebbe il sogno proibito per uomini di affari e pendolari di tutto il mondo.

Un primo esperimento è in fase avanzata di costruzione a Dubai, e dovrebbe entrare in servizio tra poco, mentre in Italia è in progettazione un Hyperloop che potrebbe collegare Milano a Malpensa in soli dieci minuti.

Tutto questo sarà reso possibile, ancora una volta, dal mix perfetto di tecnologie innovative e capacità ingegneristiche di grande livello.

La storia di Elon Musk non è stata solo costellata di successi, e nel 2008 ha sfiorato addirittura il fallimento. Vale la pena recuperare sul web la sua intervista, dove, seppur con le lacrime agli occhi – alla domanda se avesse pensato di mollare tutto – risponde con un indimenticabile “No, I don’t ever give up”.

Musk è accreditato oggi di una ricchezza pari a 180 mld di $, che sarà destinata a crescere in funzione anche di quanto – oltre a Tesla – altre sue iniziative, oggi non quotate, potrebbero essere valorizzate dal mercato nel giro di pochi anni.

Questa che abbiamo raccontato è ovviamente solo una parte della storia dell’innovazione che sta avanzando, un’innovazione che è diventata esponenziale e che sta trasformando il mondo così come lo abbiamo sempre conosciuto e che non può prescindere dal coraggio e dalla determinazione dell’uomo.

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