Peer to Peer Lending al 26%

La Legge di Bilancio 2018 ha disciplinato il regime fiscale degli interessi rivenienti da prestiti personali erogati tramite piattaforme di Peer to Peer Lending. Tali piattaforme mettono in comunicazione diretta, senza che vi sia un intermediario bancario interposto, soggetti interessati rispettivamente a finanziare ed essere finanziati, tipicamente per importi ridotti e senza garanzie accessorie.

Gli interessi corrisposti dal debitore, pur qualificandosi come redditi di capitale, rientravano tra le componenti di reddito soggette a tassazione marginale (fino al 43%), concorrendo alla formazione del reddito complessivo del percettore rilevante ai fini IRPEF. Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2018, gli interessi derivanti da Peer to Peer Lending saranno invece assoggettati a tassazione sostitutiva con l’aliquota del 26%, da applicarsi a cura del gestore della piattaforma (così esonerando il percettore da qualsivoglia onere dichiarativo).

La nuova disciplina si applica alle persone fisiche non imprenditori (ossia che investono i propri risparmi in via non professionale). La fattispecie è ora disciplinata da una specifica disposizione del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (art. 44, comma 1, lett. D-bis), TUIR) che individua “i proventi derivanti da prestiti erogati per il tramite di piattaforme di prestiti per soggetti finanziatori non professionali (piattaforme di Peer to Peer Lending) gestite da società iscritte all’albo degli intermediari finanziari di cui all’articolo 106 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, o da istituti di pagamento rientranti nell’ambito di applicazione dell’articolo 114 del medesimo testo unico di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993, autorizzati dalla Banca d’Italia”.

Dr. Luca Ferrari Trecate
Studio Legale Nctm Avvocati e Commercialisti
Via Agnello, 12, 20121 Milano
Telefono: 02 725511

 

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