L’editing genetico

L’editing genetico: grandi prospettive confermate

A fine giugno, tra gli addetti ai lavori, si è parlato a lungo di un’azienda biotech, che ha avuto un rialzo del 100%. Un fenomeno non inusuale tra questo tipo di società, quando ci sono buone notizie. Quello che ci interessa però non è tanto il rialzo, quanto la notizia di per sé stessa.
Intellia, questo il nome della Società, ha fatto letteralmente la storia, come ogni tanto si esagera nel dire, con il rilascio dei suoi risultati clinici intermedi di fase 1 relativi a un suo farmaco. Può sembrare un’iperbole quando si sente parlare di una nuova innovazione ma, in questo caso, potrebbe davvero aver risolto uno dei bisogni più urgenti di tutta la medicina: la cura definitiva per malattie genetiche mortali.
Su What’s Up del giugno 2018 (cfr. What’s Up n. 13) avevamo parlato del “copia e incolla del DNA: il CRISPR/Cas9” che, in seguito, ha fruttato alle sue scopritrici – Emmanuelle Charpentier e Jennifer A. Doudna – il Nobel per la chimica nel 2020.

Entrambe sono fondatrici di due differenti società biotecnologiche il cui impegno è portare questa innovazione nella vita reale. Quindi, non sorprende sapere che la fondatrice di Intellia è proprio Jennifer Doudna.
L’editing genico è una rivoluzione per la medicina in quanto non tratta i sintomi di una malattia, ma ha il potere di curarla, con applicazioni che possono andare dalle malattie genetiche rare sino al cancro.
Fino a qualche settimana fa, però, si trattava di ipotesi sulla carta, e non c’erano ancora evidenze ‘in vivo’ che mostrassero l’efficacia di tali tecniche nel trattamento sugli uomini.
Sebbene sia ancora all’inizio dello studio (Fase 1), Intellia ha invece gettato le basi per essere la prima azienda a fornire un trattamento CRISPR/Cas9 in modo sistemico e offrire una potenziale cura per una malattia progressiva e fatale, in questo caso del fegato. I dati provvisori della Fase 1, pubblicati recentemente, hanno indicato la capacità del trattamento di modificare geneticamente le cellule del fegato nell’amiloidosi transtiretina (ATTR). I risultati preliminari mostrano non solo un’efficacia importante rispetto all’unico altro farmaco disponibile e la quasi totale assenza di effetti collaterali, ma anche un’efficacia quasi definitiva dopo pochissimi trattamenti, a differenza di una somministrazione ‘per tutta la vita’ dell’altro farmaco.
Intervistata al CNBC Global Evolve Summit recentemente concluso, la co-fondatrice dell’azienda ha descritto ciò che ci attende per la tecnologia CRISPR in termini di opportunità e sfide.
Secondo Doudna, portare le molecole modificate negli organi presi di mira rimane una sfida ancora aperta. “Abbiamo gli editors ma non sappiamo come farli andare dove devono andare”, ha spiegato il premio Nobel. Che ha aggiunto: “essere in grado di modificare cellule cerebrali, cellule cardiache o cellule muscolari ha un potenziale incredibile, ma in questo momento non abbiamo ancora tutti gli strumenti per introdurre gli editors in quelle cellule”.
Il fegato e l’occhio sono obiettivi più facili da raggiungere, dato che, ad esempio, il fegato è un organo che cattura naturalmente molecole nel corpo.
Tuttavia, ci sono già alcune tecnologie che consentono, ad esempio, l’uso di vari tipi di virus o particelle simili a virus per arrivare a destinazione, per cui cervello, cuore e muscoli saranno gli obiettivi della prossima serie di innovazioni per la tecnologia CRISPR.
Le sfide intorno al trattamento del cancro sono immense, sia sul lato dei benefici per l’uomo che dei ritorni finanziari per le aziende vincitrici.

Nel corso di decenni di ricerca, molti dei meccanismi cellulari che portano al cancro sono stati compresi e i farmaci che prendono di mira questi processi sono diventati disponibili. Ad esempio, è noto da un bel po’ di tempo che la tirosina chinasi, un enzima necessario per la divisione cellulare, non può “spegnersi” in alcuni tumori a causa di una struttura difettosa. Negli ultimi anni, sono stati approvati una serie di nuovi composti che possono inibire proprio questi enzimi difettosi. Uno di questi composti è il “Gilteritinib”. Questo prodotto viene definito una “piccola molecola” poiché può entrare in una cellula cancerosa per eseguire la sua azione. Come potete immaginare, il problema con le piccole molecole è che possono entrare anche in cellule sane e normali, e questa è la ragione principale per gli effetti collaterali pesanti spesso associati a questi trattamenti. Inoltre, queste piccole molecole non possono curare il problema di fondo, ma semplicemente rallentarne il progresso e quindi devono essere prese per un lungo periodo di tempo, spesso per tutta la vita.
Il modo di azione delle “grandi molecole” è molto diverso, tentano di attivare il sistema immunitario di una persona per distruggere il cancro. Queste grandi molecole sono costituite da due parti, un componente che si blocca sulla cellula maligna e un altro che attiva la risposta immunitaria.
La maggior parte dei lettori può avere familiarità con l’idea che il cancro è causato da geni difettosi che poi portano alla riproduzione incontrollata delle cellule. Aggiungiamo che ogni difetto è spesso rappresentato da un lipide o proteina o polisaccaride unici sulla superficie di una cellula cancerosa, noti come antigene specifico del tumore. Infatti, i ricercatori possono determinare quale gene è difettoso secondo l’antigene all’esterno di una cellula.
Quindi, gli scienziati stanno cercando di produrre grandi molecole che possano legarsi a questi antigeni specifici, mirando in modo assolutamente selettivo, facendo sì che il sistema immunitario distrugga quelle cellule. Ci sono diversi metodi in fase di esplorazione per introdurre questi anticorpi specifici del tumore nei pazienti.
Uno di questi metodi è l’uso di mRNA codificato e modificato per consentire alle cellule all’interno del paziente di produrre l’anticorpo. Immagino che ormai molti abbiano sentito parlare di mRNA (RNA messaggero) data l’ampia copertura che è stata data ai vaccini COVID 19 a base di mRNA. In parole povere, i vaccini contro l’mRNA inducono le cellule a produrre la proteina “spike” del virus e quindi a generare una risposta immunitaria efficace al virus reale. Una società che indaga sull’uso dell’mRNA per combattere il cancro è proprio la BioNTech, il partner vaccinale COVID 19 di Pfizer. I primi risultati sono incoraggianti: meno reazioni avverse e miglioramenti impressionanti negli esiti dei pazienti. Secondo l’azienda, i costi associati al trattamento dovrebbero essere relativamente bassi, risolvendo così anche il tema dei costi proibitivi di molte cure.
Insomma, nel giro di poco più di un anno dallo scoppio della pandemia, stiamo assistendo ad una vera e propria rivoluzione nelle tecniche di cura e trattamento di tutta una serie di malattie, non solo del Covid19, e molte di queste tecniche sono legate tra loro (CRISPR e CAR-T, ad esempio), generando progressi esponenziali.
Le aziende attive in questi campi sono molteplici, ma i casi di successo rarissimi e, dal punto di vista dell’investitore medio, è impossibile prevedere i singoli successi e gli insuccessi. Quello che conta è avere individuato alcuni filoni particolarmente promettenti nel grande settore della biotecnologia, in grado di modificare le prospettive di interi tipi di malattie.
All’interno della nostra linea di gestione Avantgarde Megatrend, una parte del portafoglio è investita in OICR attivi nel settore dell’editing genetico e delle cure innovative.

 

*I riferimenti fatti alle aziende citate in questo articolo non devono essere considerati consigli di investimento e hanno esclusivamente una funzione divulgativa. Per ogni informazione sulle Linee di gestione Avantgarde si invita a leggere la relativa documentazione contrattuale.

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