E-Mission Impossible

“Octopussy” è un film del 1983, il tredicesimo della saga di James Bond che, ai tempi, era interpretato da Roger Moore. Ai giorni nostri l’“agente speciale” si chiama John Kerry, “Special Presidential Envoy for Climate”, primo Inviato Speciale per il Clima, e la missione non è venire a capo di un traffico di gioielli falsi bensì qualcosa di ben più prezioso: salvaguardare il Pianeta. Lo ha annunciato con un tweet il Presidente degli Stati Uniti che ha creato questa nuova carica, prima inesistente. La missione è difficile e il tempo per realizzarla è poco: “Tre anni fa gli scienziati dicevano che avremmo avuto 12 anni per evitare il peggio – ha dichiarato Kerry – con Trump, non facendo nulla, ne abbiamo persi tre”.

Secondo l’ONU l’effetto serra potrebbe superare la soglia di 1,5 gradi nel 2030 e l’unico modo per limitarla è la transizione del sistema economico mondiale verso un’energia pulita. Kerry è convinto della necessità di un coinvolgimento globale in questo impegno e sostiene sia possibile un’evoluzione verso energie rinnovabili e sostenibili senza danneggiare i milioni di persone la cui economia dipende da petrolio, gas e carbone. Crede che saranno le industrie stesse a scegliere di investire nella green economy, senza imposizioni e anzi si creeranno posti di lavoro più gratificanti e meglio retribuiti poiché: “viviamo in una società capitalistica e le decisioni vengono prese in base ai profitti di questi investimenti”.

Il premier Mario Draghi, in occasione della 51° Giornata mondiale della Terra, ha appoggiato il cambio di passo di Joe Biden su questi temi e ha evidenziato come il nostro Recovery Plan possa essere l’occasione per ridisegnare il futuro verde, sostenibile ed equo dell’Italia, Paese “molto bello e molto fragile”.

Restore Our Earth, cioè ripariamo e riabilitiamo il Pianeta dai danni, riduciamo l’impatto ambientale attraverso l’utilizzo di processi naturali e l’impiego dell’innovazione tecnologica verde e rimediamo ai danni già provocati. Gli ambiti su cui intervenire interessano trasversalmente tutti i settori. Basti pensare che l’Italia dipende da fonti fossili per il 65,6 per cento della produzione energetica nazionale, eroga sussidi pubblici a queste fonti di energia pari a 16,8 miliardi annui e ha un settore trasporti da ammodernare poiché, secondo i dati Ispra, è uno dei più impattanti sul clima in Europa. Anche il settore agroalimentare italiano richiede revisioni importanti per ridurre le emissioni della filiera dei prodotti animali e lo spreco di cibo. Al turismo, poi, va indotto un orientamento verso forme eco-compatibili e responsabili a tutela del territorio e dei beni culturali.

A tutti giovano un’economia, una cultura e politiche che abbiano come priorità la vita prima del profitto e per questo anche il mondo dorato del cinema e dell’intrattenimento sta dimostrando sensibilità verso i temi ambientali e sociali. Sempre più registi, produttori e star di Hollywood sono attivisti o paladini dell’ambiente, vengono richiesti set sostenibili e il leader mondiale dello streaming, Netflix, ha annunciato di essersi data l’obiettivo di azzerare totalmente le emissioni di gas serra entro il 2022. Nel frattempo, i documentari a tema natura spopolano e proprio su Netflix sta avendo un gran successo un lavoro naturalista, candidato all’Oscar come miglior documentario e vincitore di un Director Guild Award e di un Bafta. “My octopus teacher” è il titolo e a sedurre il filmaker protagonista c’è ancora una volta una irresistibile octopus.

Iscriviti a What's UP

Ricevi in anteprima tutti gli aggiornamenti