Dinosauri, lemmings e l’evoluzione della finanza

Quando nei primi anni ’90 passai dal mondo dell’analisi finanziaria a quello della gestione di prodotti vera e propria, avevo già sviluppato una forte ambizione: dopo anni di studio di analisi economica, finanziaria, tecnica e informatica ecc. ecc. mi sentivo assolutamente pronto a confrontarmi con tutti i mostri sacri dell’Asset Management, ovviamente a cominciare da quelli nostrani. All’epoca, gli Agenti di Cambio avevano ancora un ruolo importante, all’interno delle SIM. Lavoravo per una di queste e ricordo perfettamente una lunga chiacchierata con uno di loro, persona piacevole e di lunga esperienza. Sarò sincero, una sola parola mi venne in mente alla fine della discussione: “Dinosauro”.

In un mondo che già stava cambiando velocemente, dove l’informazione cominciava a diventare accessibile per molti, dove non si poteva più ignorare cosa accadeva dalle due sponde degli oceani, dove i PC e i primi database impiegavano minuti a fare quello che, pochi anni prima, non si poteva neppure immaginare di fare in un anno, dovevi saperti evolvere, oppure lasciare il campo ad una nuova generazione di operatori, di cui ovviamente io facevo parte.

Non ho mai dimenticato quel momento e, nel corso dei decenni, ogni mattina ancora mi interrogo: come farò ad accorgermi quando sarò diventato un dinosauro anche io? Riuscirò a capirlo in tempo?

Non è una domanda oziosa: gestiamo la ricchezza e le speranze delle persone che ci danno fiducia, dobbiamo avere la pulsione per essere sempre sintonizzati col mondo, non possiamo adagiarci sul passato.

Il passato, e quindi l’esperienza del passato, è peraltro sovrastimata. Almeno in campo finanziario.
In fondo lo sappiamo tutti che, se il passato fosse utile per fare previsioni sul futuro dei mercati finanziari, i gestori quantitativi sarebbero ricchissimi a discapito di quelli discrezionali: ma la realtà è diversa.

I mercati sono infatti una combinazione complessa di aspetti tecnici e umani, che si alternano dinamicamente rendendo ogni possibilità di previsione molto aleatoria.

Applicare vecchie regole ad un mondo che cambia può sembrare un suicidio. Se è sempre simpatico sentire che le quattro parole più pericolose della finanza sono contenute nella frase “questa volta è diverso”, non bisogna sottovalutare la portata del cambiamento. La velocità di evoluzione del mondo è molto superiore alla capacità di comprensione e reazione della maggior parte dei singoli, per quanto preparati e aggiornati, e la tecnologia ha reso il tutto esponenziale.

In fondo, siamo tutti un po’ dinosauri. Ne ho la percezione quando guardo le performance e le valutazioni di un gruppo di titoli che sta dominando il mercato americano (per semplificare, i FAANG, anche se è riduttivo). E quando osservo le performance di moltissimi gestori in giro per il mondo.

Dicono che l’estinzione dei grandi rettili sia attribuibile agli effetti di un asteroide caduto sulla Terra e che ha provocato un enorme cambiamento climatico.

Questo meteorite qualcuno lo chiama Covid, io penso sia lo ZIRP (i tassi a zero per sempre), ma poco importa. Se improvvisamente anche i migliori gestori nel mondo, tra cui quelli degli Hedge Funds, cominciano a mostrare performance imbarazzanti, significa che il meteorite è già caduto tra noi e ne stiamo osservando gli effetti.

E mentre i dinosauri cominciano ad estinguersi, un’altra razza sta cominciando a prenderne il posto: i lemmings, simpatici roditori che hanno la spiccata attitudine a muoversi in branco e, ogni tanto, a buttarsi in mare senza apparenti ragioni. Come razza non si estingueranno, nonostante questo strano comportamento suicida, in virtù della loro grande numerosità.

Qualche dinosauro invidioso ne ha già individuato la specie più esuberante, i Robinhooders, trovando incredibili somiglianze con questa nuova categoria di investitori fai da te.

I Robinhooders cominciano a svilupparsi in California, precisamente a Menlo Park, nel 2013, grazie a Bhatt e Tenev, compagni di classe della Stanford University, che hanno fondato questo sito particolare di trading on line. È però solo con il lockdown e lo stay home che arriva il grande successo.

Più di 2 milioni di nuovi conti sono stati aperti nel primo trimestre, superando il numero di nuovi utenti di Charles Schwab Corp., TD Ameritrade Holding Corp. ed E * Trade Financial Corp. messi insieme. Secondo l’azienda, la metà dei nuovi clienti di Robinhood quest’anno ha dichiarato di essere investitore per la prima volta.

Cosa unisce gli utenti del sito? Innanzitutto la giovane età. L’azienda incoraggia i nuovi arrivati in borsa con un tono molto irriverente e un sistema di trading ottimizzato per i dispositivi mobili, con un approccio quasi da videogioco, incoraggiando il day trading attraverso l’uso delle opzioni e degli acquisti a leva con margini. L’app mostra cascate di coriandoli quando un utente effettua uno scambio e fornisce elenchi delle azioni più popolari sulla sua piattaforma, attraverso un meccanismo che fa leva su molti aspetti psicologici del gioco d’azzardo, del tipo “prima compra, poi pensa”. Un podcast di notizie economiche che manda in onda, “Snacks Daily”, ha utilizzato testi rap per fare dichiarazioni di non responsabilità legale. Ascoltare per credere…

Una pagina Reddit per gli utenti di Robinhood ha più di 300.000 membri che condividono meme e domande davvero molto basiche. C’è anche un server per gli utenti dell’app su Discord, un’applicazione di comunicazione online originariamente creata per i giocatori.

Si comincia a parlare oramai apertamente di ‘porn finance’, con buona pace dei regolatori, senza alcun riferimento all’aspetto sessuale ma solo a quello della bassissima qualità dell’informazione veicolata in Rete.

Gli influencer cominciano infatti a sostituire I consulenti formatisi con CFA e Masters, hanno canali YouTube, Instagram e pagine Twitter dove indirizzano i followers. Seppur a digiuno di Borsa, i piccoli (investitori) sono attratti dalle possibilità dei mercati e resi coraggiosi dalla capacità digitale entrata oramai nel loro Dna. L’unione fa la forza, e queste scorribande causano spesso rialzi, e ribassi, da capogiro.

Alexander Kearns, 20 anni, si è però suicidato dopo che il suo account Robinhood ha mostrato un saldo negativo di oltre $ 700.000, prodotto da un uso distorto delle opzioni, grande passione di questi investitori.

Non è un caso isolato, tanto che i fondatori hanno provveduto ad una generosa donazione all’American Foundation for Suicide Program.

Nel frattempo, molti gestori di Hedge Funds hanno cominciato a shortare i titoli più popolari sulla piattaforma, sperando appunto in un effetto gregge che porterà molti investitori a dover chiudere le posizioni in perdita per far fronte agli stop loss. E poiché il mondo è vario, vale la pena ricordare che sono nati al contempo prodotti che investono sui titoli più gettonati.

Contrarian o momentum, questo è il dilemma…

L’evoluzione è un fenomeno spietato ma anche lento, per cui passeranno ancora anni per vedere quale sarà l’approccio vincente. Fino a quando le Banche Centrali – che oramai hanno assunto il ruolo di demiurgo – non entreranno in campo e modificheranno nuovamente l’atmosfera.

Se faranno in tempo.

 

Paolo D’Alfonso
Co-head della Direzione Wealth Management

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