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Alimentazione sostenibile, tra sfide e opportunità

Oggi il mondo si trova a dover affrontare sfide senza precedenti – tra le quali spiccano l’aumento dei livelli di inquinamento e i cambiamenti climatici – che dovranno essere affrontate con decisione non solo per evitare crisi umanitarie su larga scala, ma anche per impedire il ripetersi di eventi che colpiscono duramente l’economia. La produzione alimentare è significativamente influenzata dagli effetti di molte sfide ambientali, e questo è all’origine di ulteriori problematiche; ne parliamo con Antonino Cipriano – Sales Manager – Distribuzione Esterna Italia di BNP Paribas Investiment Partners.

QUALI SONO LE PRINCIPALI SFIDE CHE COINVOLGONO IL SETTORE ALIMENTARE?

La crescente domanda di cibo a prezzi accessibili, per esempio, ha sollevato una serie di problemi sul piano etico e ambientale. Contemporaneamente, aumenta lo squilibrio tra domanda e offerta di generi alimentari: nei prossimi decenni avremo bisogno di un incremento della produzione del 70%. Inoltre, gli alimenti di bassa qualità con scarse sostanze nutritive possono contribuire a una maggiore incidenza dell’obesità e di altre patologie legate a questa condizione, come il diabete. L’obesità rappresenta un problema sempre più preoccupante, in particolare per l’aumento dei costi di assistenza sanitaria che comporta.

È chiaro quindi perché è sempre più forte l’esigenza di una produzione  alimentare di qualità e sostenibile che sia al centro dell’attenzione per tutti gli operatori della filiera agroalimentare, le aziende produttrici, le società che forniscono imballaggi, gli operatori della logistica, le società specializzate nello smaltimento e nel riciclaggio dei rifiuti, le reti di distribuzione e vendita. Le problematiche da affrontare sono di ampia portata e di varia natura, e vanno dalla riduzione degli sprechi alimentari e di risorse idriche al contrasto delle emissioni di ossido di carbonio e altre sostanze inquinanti, dal miglioramento della sicurezza alimentare alla produzione di alimenti più sani.

QUALI SONO LE OPPORTUNITÀ OFFERTE DAL SETTORE ALIMENTARE “SOSTENIBILE” IN TEMA DI INVESTIMENTI SOCIALMENTE RESPONSABILI?

Per garantire una produzione efficiente e sostenibile di alimenti ricchi di sostanze nutritive (SMaRT Food – Sustainably Manufactured and Responsibly Transformed Food) sono necessari importanti investimenti a livello globale, ma dal punto di vista degli investitori le difficoltà da superare per raggiungere questo traguardo presentano un ampio spettro di opportunità. La produzione sostenibile di beni alimentari è un aspetto importante nell’ambito degli Investimenti Socialmente Responsabili (SRI).

Nuovi fattori stanno riconfigurando il settore agroalimentare e fissando nuovi standard per le aziende, focalizzando i processi d’investimento sulla  sostenibilità della produzione alimentare ma tenendo anche conto dell’evoluzione della governance societaria, così come della  situazione politica e sociale.

Il perimetro SMaRT Food include le aziende che operano nel campo della tecnologia e della logistica, così come quelle che utilizzano metodologie produttive più efficienti, le imprese specializzate nella sicurezza alimentare, i produttori di imballaggi ecosostenibili e le reti di distribuzione al dettaglio impegnate nella lotta allo spreco alimentare e nella riduzione delle emissioni di gas serra, ma anche le società in prima linea nel risparmio idrico o nella protezione degli ecosistemi. L’ampia diversificazione della filiera agroalimentare contribuisce a creare un interessante equilibrio tra opportunità di crescita e investimenti più prudenti.

Per le società di gestione si tratta di individuare le aziende che partecipano al cambiamento sviluppando modalità produttive più sostenibili nel settore agroalimentare e che sono in grado di cogliere queste chance e anticipare i mutamenti sia sul piano della domanda dei consumatori sia su quello normativo.

QUALI SONO LE AZIENDE CHE RIENTRANO ALL’INTERNO DEL PERIMETRO “SMART FOOD”?

Alcuni esempi di aziende che stanno cercando di rispondere alle sfide di cui abbiamo parlato:

United Natural Foods, Jeronimo Martins e Whole Foods Markets sono società leader sul mercato del cibo biologico e degli integratori alimentari che hanno lanciato programmi di lungo termine in materia di sostenibilità. Ad esempio, Whole Foods Market richiede che i propri fornitori adottino pratiche agricole con un elevato livello di sostenibilità, impiega energie rinnovabili nei propri sistemi di refrigerazione e autoveicoli che utilizzano biocarburanti. United Natural Foods ha rafforzato le proprie credenziali in materia di sostenibilità utilizzando centri di distribuzione locali per ridurre al minimo i trasporti e utilizza l’energia solare per alimentare molti dei suoi siti di stoccaggio. Jeronimo Martins è una società multisettoriale che opera nella  produzione, distribuzione e imballaggio dei prodotti alimentari: la divisione responsabile del confezionamento è specializzata nello sviluppo di prodotti ecocompatibili e la società sta anche lavorando per ridurre sale, grassi e zucchero contenuti dei suoi prodotti.

TOMRA Systems produce macchine per la selezione dei prodotti alimentari e per il riciclaggio dei rifiuti. I prodotti principali dell’azienda sono le apparecchiature di reverse vending (che emettono un bonus in cambio delle lattine riciclate): dispositivi che consentono di recuperare 35 miliardi di contenitori di alluminio, vetro e plastica all’anno.

Darling Ingredients è un’azienda che ricicla i sottoprodotti di origine animale trasformandoli in sostanze riutilizzabili, con un significativo taglio alle emissioni di CO2 e una riduzione della necessità di immettere nuovi input in numerose catene di produzione.

Sealed Air è una società che offre prodotti e servizi in grado di ridurre e semplificare gli imballaggi migliorando l’igiene ed evitando lo spreco alimentare. L’azienda ha messo a punto un confezionamento skin al 100%, in cui la pellicola viene fatta aderire al prodotto (ad esempio la carne) tramite una tecnologia sottovuoto che non richiede altri supporti: tale procedimento consente di ridurre i materiali impiegati – e dunque i rifiuti – e di prolungare la freschezza del prodotto.

Lenzing produce fibre tessili a partire dalla cellulosa, un’alternativa al cotone tradizionale che comporta consumi idrici inferiori.

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