Avere ragione o fare soldi

Ho appena ricevuto sulla mia scrivania a casa il nuovo libro di Ned Davis, che si intitola: “Avere Ragione o Fare Soldi”.

Ned è un professionista della finanza da oltre 40 anni, che ha fondato una delle più stimate società di analisi finanziaria, che porta il suo nome, e del quale sono stato a lungo cliente nei 20 anni di mia attività nel settore dell’Asset management. Da sempre è stato uno strenuo assertore dell’idea che sia sostanzialmente inutile cercare di prevedere l’andamento delle borse, dei tassi o delle valute.

A tale proposito Ned racconta spesso la storiella del ricchissimo texano che però non si sentiva particolarmente brillante dal punto di vista intellettivo. Viene a sapere di un dottore in grado di aumentare i quozienti intellettivi grazie a trapianti di cervello. Il dottore presenta al texano 3 tipi di cervello tra cui scegliere: quello da avvocato (5$ a oncia), quello del medico (10$ a oncia) e quello del Guru dei mercati finanziari (a 250$ a oncia). Il texano chiede, ‘Perché mai il cervello del Guru costa così tanto rispetto agli altri?’, e il dottore risponde: ‘Ha idea di quanti Guru di mercato ci vogliano per avere un’oncia di cervello?

Dunque Ned concentra la sua attenzione non nella formulazione di previsioni, ma nel cercare di approfittare delle opportunità che il pensare controcorrente offre: egli quindi ritiene che, quando tutti gli esperti in previsioni concordano, avverrà molto probabilmente qualcosa di diverso.

Questo originale pensiero di Ned è contenuto in un libro dal titolo ‘il Trionfo dell’Investimento Contrarian’.

L’investimento contrarian è uno stile di investimento che va contro i trend e le convinzioni prevalenti dei mercati e porta ad acquistare quando tutti vogliono vendere e a vendere quando tutti vogliono acquistare. Un investitore contrarian ritiene che quando tutti dicono che il mercato salirà non ci saranno più compratori, perché tutti lo avranno già fatto, e pertanto il mercato andrà nella direzione opposta.

Detta così sembra semplice, ma dal punto di vista psicologico è una delle tecniche di investimento più difficili per chi la pratica. Perché andare contro ciò che sta facendo la massa significa ‘forzare’ alcuni degli istinti più radicati nell’uomo. E, pur sapendo di sfruttare alcuni dei bias più pericolosi per gli investitori quali crowd istinct, overconfidence, confirmatory bias, disponibilità, estrapolazione gli investitori contrarian sanno per questo di dover essere particolarmente forti psicologicamente e pazienti nelle loro scelte.

Essere bastian contrario tout court non è però necessariamente una buona strategia, così come non lo è uscire di casa senza ombrello quando piove solo perché tutti lo fanno. Il bravo contrarian si focalizza sulle situazioni estreme, sugli eccessi di ottimismo o di pessimismo. Il fatto è che non esiste nulla che ci avvisi con certezza su quanto ampio ed esteso possa essere un periodo di eccesso e, pertanto, la pazienza è una delle doti migliori che si possa immaginare per questo stile.

Nerd ci suggerisce anche che esistono, tuttavia, degli indicatori per individuare le situazioni estreme, dei termometri della psicologia delle masse, basati ad esempio sulle interviste (surveys) a investiori retail o professionali, sulle raccomandazioni degli strategist, sugli andamenti dei flussi di sottoscrizione di determinate categorie di prodotti, sui livelli di volatilità impliciti nelle opzioni call e put, sui livelli di sovra/sottopeso adottati dai gestori di Fondi Comuni, su determinate parole chiave presenti sui giornali o nei motori di ricerca.

Alcuni dei più famosi (e ricchi) investitori sono anche dei grandi contrarian.

Uno di questi è Jim Rogers. In un’intervista del 2012 – a proposito di comportamenti contrarian- disse:
‘Nessuno vuole più coltivare nulla, eppure la popolazione mondiale continua a crescere. Cosa mangeranno queste persone? Ogni anno negli USA ci sono 225.000 laureati in pubbliche relazioni, e solo 20.000 in agricoltura’. Avete mai provato a mangiare un comunicato stampa? Se siete smart e volete fare soldi per i prossimi 20 o 30 anni, investite in qualunque cosa collegata all’agricoltura.

Di certo l’approccio contrarian agli investimenti è solo uno dei tanti stili possibili, ma a differenza di altri utilizza a proprio vantaggio alcune delle caratteristiche del comportamento umano nella finanza.
La tendenza a cercare di anticipare il mercato o vendere durante i ribassi (in generale, fare market timing) fa sì che gran parte dei rendimenti dei singoli investitori nei Fondi siano peggiori delle performance dei fondi stessi, secondo le annuali analisi di Dalbar.

Sicuramente alcuni aspetti della metodologia di analisi potrebbero essere oggetto di discussione, ma non possono che tornarmi in mente le parole di Ben Graham (padre fondatore del Value Investing, ne parleremo in seguito) che scrisse:
‘Il principale problema dell’investitore, nonché il suo principale nemico, è se stesso’.

Paolo D’Alfonso
Responsabile Marketing Operativo e Sviluppo Prodotti

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