Avantgarde

 In questo numero, presentiamo Avantgarde, la nuova frontiera della Gestione Patrimoniale, firmata Banca Consulia. Ne parliamo con Sebastiano Di Pasquale, Fabrizio Bergna, Enrico Capriotti, Stefano Lokar Pignatari della Direzione Investimenti di Banca Consulia e con Alberto Sarti, Responsabile Area Servizi Investimento di Ifigest.

Sta per finire il primo semestre di attività, vuoi fare un primo bilancio , in qualità di Responsabile della Direzione Investimenti?

Siamo molto soddisfatti della fiducia che la rete commerciale sta riponendo in noi. Il primo bilancio è senz’altro positivo. I nostri Consulenti stanno apprezzando il “servizio” che per come è stato impostato (portafogli tattici della banca in ETF) risulta sicuramente innovativo. Tra l’altro non dimentichiamo che la nostra offerta è andata ad aggiungersi e non a sostituire l’offerta molto ampia di Symphonia.

Sebastiano di Pasquale

La scelta di condividere il progetto di Avantgarde con Banca Consulia è stata interessante per Ifigest? come è stata la collaborazione sino ad ora?

L’ accordo quadro tra Banca Ifigest e Banca Consulia prevedeva lo sviluppo di una sinergia, favorita dalla complementarietà delle due banche; il compito di Banca Ifigest, oltre che fungere da “fabbrica prodotto”, era quello di favorire l’attivazione del servizio di gestione patrimoniale anche da parte di Banca Consulia. Trascorsi i tempi necessari per i processi autorizzativi e per l’adeguamento dei programmi informatici, il servizio di gestione patrimoniale di Banca Consulia è stato attivato con risultati molto soddisfacenti per tutti. Favoriti anche dai mercati, si stanno realizzando performance positive sugli oltre 800 dossier aperti in pochi mesi. Il progetto Avantgarde di Consulia, che si va ad aggiungere alle ottime relazioni esistenti tra le due banche, conferma quindi che Banca Ifigest e Banca Consulia sanno lavorare insieme, perseguendo obiettivi comuni, nonché favorendo un continuo scambio di competenze tra le due realtà.

Alberto Sarti

Non deve essere facile esprimere delle view in un contesto di mercato come questo, dove gli interventi delle Banche centrali hanno condizionato non poco i trend dei prezzi e le volatilità di molte asset class. È un fenomeno destinato a durare o stiamo tornando verso una situazione di maggiore normalità? Quali sono le vostre convinzioni più forti in questo momento?

I mercati sono stati caratterizzati da anni in cui le performance positive sono state manipolate dall’enorme ondata di liquidità generata dai Quantitative Easing, in particolar modo gli asset obbligazionari.
Dal 26 luglio 2012, giorno del “Whatever it takes to save Euro” di Mario Draghi, abbiamo assistito ad un continuo diminuire dei rendimenti, tanto da portare un ritorno negativo sui titoli decennali dei paesi più virtuosi e un rendimento prossimo allo zero sulle scadenze trentennali.
Il beneficio delle manovre espansive attuate dalla BCE tarda a intravedersi nei dati macroeconomici, i continui sforzi della Banca Centrale sembrano dare ora i risultati attesi in termini di crescita e inflazione. Diverso il discorso per gli Stati Uniti d’America, dove si viaggia a regime di piena occupazione e la politica monetaria ha già preso la via del rialzo dei tassi d’interesse.
Il trend roboante di Wall Strett è ormai continuo da anni, dall’ormai lontano 2008 con la crisi dei mutui subprime e il fallimento di Lehman Brothers: da allora la volatilità dei mercati non ha più registrato livelli record, salvo alcuni spike generati da episodi esogeni (crisi dell’Euro 2012, crisi Mercati Emergenti 2015, Brexit 2016). L’ultimo semestre ha visto volatilità record in termini negativi, il VIX è ormai una variabile non pervenuta, i mercati sembrano controllati da una mano invisibile, certo è che, prima o poi, la realtà cambierà: quando non è dato sapersi, tanto meno l’evento che porterà ad una mutazione dell’infinito trend rialzista.Le nostre convinzioni sono legate alla diversificazione degli asset di portafoglio, in un mercato moderno e globalizzato: riteniamo necessario valutare gli investimenti su scala globale, senza escludere alcuna area geografica o settore d’investimento.

Fabrizio Bergna

Una delle view tattiche che avete sposato da qualche tempo è quella relativa alla scarsa presenza di valore nella parte lunga della curva. Siete sempre dell’avviso?

La BCE ad inizio anno aveva fatto capire di voler seguire le orme della BOJ nell’indurre un irripidimento della curva dei rendimenti governativi per migliorare la redditività del settore finanziario, in particolare i classici player long term: Assicurazioni e Fondi Pensione. Il rialzo dei tassi a lungo termine si è spinto abbastanza in là rispetto ai valori del 2016 e dalla Banca Centrale non ci si attende più che debba tagliare ulteriormente i tassi. Tuttavia è stata mantenuta l’indicazione che i tassi rimarranno ai livelli attuali “ben oltre” la data in cui cesseranno gli acquisti di assets. In sostanza, per adesso, continua una fase in cui c’è ancora spazio per un po’ di gestione opportunistica, ma la strada è segnata e i rischi nel secondo semestre sono comunque al rialzo. Per tali ragioni già da marzo abbiamo preferito ridurre la duration dei portafogli, diminuendo il peso verso il comparto obbligazionario governativo Euro medio-lungo termine.

Sebastiano Di Pasquale

I clienti e i consulenti come si stanno orientando in termini di preferenze relativamente alle varie linee che compongono la nostra offerta? C’è una predilezione verso qualche linea in particolare?

Fin dai primi giorni dal lancio del nuovo servizio, l’entusiasmo si è fatto sentire, l’attenzione di tutta la struttura ci ha permesso di partire con il piede giusto e ha fatto crescere velocemente le masse, stimolandoci ancora una volta ad affrontare la nuova sfida.
Le Linee Total Return (Flexible, Capital, Forex, Total Return Alternative e Total Return Alternative Plus) rappresentano circa il 59,10% delle masse attuali, tale dato è una chiara rappresentazione delle preferenze e della propensione al rischio della clientela; in questo contesto di mercato, le linee flessibili sono ancora di moda in Banca Consulia.

Enrico Capriotti

Contribuire alla nascita di un progetto deve essere molto stimolante. Come ci si sente a essere parte di questa iniziativa?

A febbraio ho avuto la fortuna di essere coinvolto nello sviluppo delle linee di gestione di Banca Consulia “Avantgarde”. Questo progetto rappresenta per me una grande opportunità di crescita professionale che mi permette di vivere da vicino, con un ruolo attivo, il mondo delle gestioni patrimoniali. Inutile dire che tutto questo mi suscita un grande entusiasmo!
Le linee hanno avuto un buon appeal fra i colleghi di rete, sia per i portafogli in gestione a Banca Consulia sia per quelle in delega a Banca Ifigest.
Proprio questo entusiasmo ci ha permesso di effettuare una raccolta di 60 milioni di euro in pochi mesi….ed è solo l’inizio!!

Stafano Lokar Pignatari

Dopo una prima fase in cui si utilizzano le linee standard, sarà normale aspettarsi da parte dei CF maggiore interesse verso il mondo delle personalizzazioni. Cosa pensate di questa opportunità e come pensate di interpretarla?

I tempi sono maturi per poter avviare le prime linee di gestione patrimoniale Avantgarde personalizzate; con alcuni clienti abbiamo cominciato a pensarci, il mio parere è che la linea personalizzata non debba servire necessariamente per i clienti con un importo importante, ma piuttosto per quei soggetti Istituzionali o Professionali che hanno effettive esigenze non soddisfacibili con un mix delle 9 linee standard. Attualmente stiamo seguendo con attenzione il tema dell’Investimento Socialmente Responsabile (SRI), possibile soluzione per una linea personalizzata.

Sebastiano Di Pasquale

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