Al cuor (non) si comanda

Il recente annuncio della separazione di Jeff Bezos, fondatore di Amazon e uomo più ricco del mondo, dalla moglie MacKenzie, ha richiamato l’attenzione sul destino dei patrimoni privati e di come questi siano molto più condizionati dagli eventi familiari che non dalle oscillazioni dei mercati finanziari. Matrimoni, nascita di figli, divorzi e successioni rappresentano, nella maggior parte dei casi, cambiamenti enormi nel benessere degli individui, nel bene e nel male. Una parte di questi eventi è incontrollabile o comunque il risultato di decisioni che hanno molto poco a che vedere con la finanza personale (“al cuor non si comanda…”) ma una parte può essere pianificata soprattutto sotto il profilo delle conseguenze economiche. Vediamo gli eventi più tipici, tenendo conto che, al di fuori di questi, ce ne sono altri almeno in parte assicurabili come le invalidità permanenti, le malattie gravi e le premorienze, di cui ci occuperemo in un altro articolo.

  1. Matrimoni e unioni civili.
    Il regime patrimoniale ordinario è quello della comunione dei beni, salvo optare per la separazione dei beni. Che è il regime più chiaro e pratico e che però, in vari casi, va corretto con accorgimenti che tutelino il coniuge economicamente più debole. Nulla vieta di possedere dei beni in comune anche nel regime di separazione, come fanno in moltissimi. La separazione è il regime da preferire se uno dei due coniugi è imprenditore, in modo da escludere i beni dell’altro dalle possibili aggressioni dei creditori (allo scopo, è possibile comunque proteggere i beni destinati ai bisogni della famiglia tramite un fondo patrimoniale). La comunione dei beni ha significato invece nelle coppie in cui lavora solamente uno dei due coniugi. In questo modo, il coniuge che si occupa della casa e dei figli vede riconosciuto il proprio contributo alla formazione della ricchezza famigliare. Ed è quello che pare accadrà alla ex-signora Bezos, che, in base al regime di comunione dei beni in vigore nello Stato di residenza (Washington), avrà diritto in sede di divorzio a metà della ricchezza del marito (pari a 137 miliardi di dollari), diventando così la donna più ricca del mondo e la settima persona in assoluto (ovviamente insieme al marito, che retrocederà dal primo posto).


  2. Nascita di figli.
    L’ampliamento della famiglia comporta certamente un aumento dei fabbisogni presenti e futuri. Il “costo” complessivo di ogni figlio varia da caso a caso, ed ex-ante (ossia quando i figli sono piccoli) è difficile stimarlo, perché dipende dall’età nella quale si rende indipendente, dal percorso formativo che nel tempo si rivela più adatto, dalle scelte educative dei genitori. In ogni caso, parte di questo fabbisogno può essere finanziato con piani di accumulo, ai quali destinare una parte del risparmio della famiglia in modo coordinato con gli altri obiettivi (casa, pensione e così via).


  3. Divorzi.
    Sono eventi difficilmente pronosticabili che non arricchiscono la coppia e la famiglia, per il semplice fatto che da una casa se ne rendono necessarie due e vengono meno varie sinergie. Certamente può capitare che una delle due parti consegua un arricchimento (e specularmente l’altra un impoverimento) in particolare nelle legislazioni che prevedono che in caso di divorzio il coniuge meno abbiente abbia il diritto di mantenere – a spese dell’altro – lo stesso tenore di vita che aveva da sposato/a, perché in quei casi l’aumento di benessere conseguente al matrimonio è definitivo e “vita natural durante” (uno standard che in Italia è stato messo in discussione da una storica sentenza della Cassazione nel 2017).


  4. Successioni.
    Nell’assegnazione delle eredità, la legge privilegia le persone più vicine: il coniuge e i parenti in linea retta (prima i vostri figli, poi i genitori). A loro spetta comunque una quota minima di eredità, detta legittima. Facendo testamento, potete destinare a chi volete solamente la quota disponibile, che varia a seconda dei casi (ad esempio, se il de cuius lascia coniuge e un figlio, la quota disponibile è un quarto). In caso di violazione di questi diritti, il testamento non è nullo, ma ovviamente i legittimari possono impugnarlo. Oltre al testamento, uno strumento molto importante per la pianificazione successoria è rappresentato dalle polizze Vita, che possono realizzare trasferimenti patrimoniali a legittimari e non legittimari in esenzione dalle imposte di successione. L’eredità, soprattutto in presenza di famiglie e patrimoni articolati, va pianificata per tempo per minimizzare i conflitti tra i familiari e il carico fiscale (in Italia per altro abbastanza benigno rispetto ad altri Paesi). Come già accennato in un precedente articolo, un’area problematica in sede successoria è spesso rappresentata dagli immobili, destinati a comproprietà sempre più frazionate nei passaggi da una generazione all’altra. La chiarezza, la condivisione e la tempestività delle decisioni in materia di successione del patrimonio o dell’azienda di famiglia sono le condizioni per ridurre la probabilità di dispersione intergenerazionale della ricchezza (che altrimenti può rivelarsi drammatica).

 

Marco Liera
Fondatore YouInvest SpA

 

Marco Liera (Milano, 1965) ha fondato nel 2011 YouInvest, società di consulenza e formazione per banche e assicurazione, di cui è attualmente amministratore delegato.
Giornalista finanziario e scrittore, dal 1992 al 2010, ha lavorato presso il Il Sole 24 Ore, dove ha creato e diretto per otto anni il settimanale Plus24. È stato professore a contratto al Corso di Laurea in Discipline Economiche e Sociali (DES) dell’Università Bocconi di Milano e alla Facoltà di Economia dell’Università di Parma. È relatore e docente a seminari e convegni per risparmiatori e professionals. È laureato in Economia Aziendale all’Università Bocconi di Milano.
Ha scritto e pubblicato: Finanza Personale, Il Sole 24 Ore, 2010; Capire la Borsa, Il Sole 24 Ore, 2000 e 2005 con Andrea Beltratti, 2009 come unico autore; Re di denari, Sperling & Kupfer, 2001; La pianificazione finanziaria della famiglia, Il Sole 24 Ore, 1997, 2000; Investire in fondi comuni, Il Sole 24 Ore, 1998, 1999; Affari di famiglia, Il Sole 24 Ore, 1994.

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